Scuola: mancano all’appello mille fra docenti e bidelli

L'assenza di personale ha determinato riduzione dell'orario e uscite anticipate. Per lo sciopero contro il Green Pass resta chiuso un istituto. Manifestazioni di studenti davanti al Miur per essere coinvolti nella "rinascita" 

Studenti romani

Buchi di personale, uno sciopero, un istituto chiuso, un sit-in studentesco, assembramenti sui mezzi nonostante i doppi orari d’ingresso: è partito così il nuovo anno scolastico per 720mila tra bambini e adolescenti a Roma e nel Lazio. “Errori dell’algoritmo che assegna le supplenze, specialmente nella Capitale”, denuncia la Cisl, e diverse rinunce non scritte da parte di docenti e personale hanno creato non pochi disagi alla ripartenza: “Stimiamo che siano all’incirca mille i posti scoperti tra docenti e collaboratori”, spiega Mario Rusconi dell’Associazione nazionale presidi del Lazio, a ‘La Repubblica’,  che ha interpellato i presidi si numerosi istituti.

Per Rocco Pinneri, direttore dell’Ufficio scolastico regionale, potrebbe essere un numero plausibile e in linea con le segnalazioni ricevute, “ma per il dato preciso sarà necessario attendere la fine del monitoraggio” lanciato qualche giorno fa. I disagi si sono tradotti nella riduzione dell’orario: dalla Quasimodo alla Stefanelli, passando per altre elementari. Alla Montezemolo, per esempio, il dirigente, tramite circolare, ha chiesto alle “famiglie la collaborazione in attesa di un organico completo che permetterà l’adeguamento del tempo scuola previsto”.

Alle medie si esce qualche ora prima. I bambini delle elementari, invece, escono subito dopo aver mangiato. Chi non ha i nonni, deve assumere una baby-sitter. Per l’Ufficio scolastico regionale, tuttavia, “la situazione sembra essere migliore di quella dello scorso anno e già ieri qualche docente e alcuni collaboratori hanno preso servizio”.

In altri istituti, invece, ci sarà da aspettare: “Non funziona la piattaforma Miur per la convocazione dei supplenti,  commenta a ‘La Repubblica’ Flavio Di Silvestre, che dirige la Stefanelli, dove mancano 16 docenti. È un disastro”.

In compenso, però, aggiunge il preside, “la piattaforma del Miur per il Green Pass funziona ed è veloce”. Gli fanno eco i “colleghi” Cristina Costarelli dal Newton, Paolo Pedullà dal Tasso, Tiziana Sallusti dal Mamiani (dove “mancano alcuni supplenti annuali”). Rosamaria Lauricella dalla Valente, che però avrebbe «preferito più tempo per abituare i genitori che vogliono entrare a portare i bimbi più piccoli al controllo dei Green Pass”.

E qualche “no-Green Pass si è messo in malattia”, aggiunge Rusconi. In altre situazioni, proseguono dalla Cisl, “sono stati riscontrati problemi amministrativi nella produzione della certificazione”. Tradotto: personale vaccinato attende ancora il pass. Alcuni dipendenti, proprio per questo, sarebbero stati respinti o costretti a un tampone in extremis (come successo, per esempio, in una scuola del Centro).

Ieri, proprio nel primo giorno di scuola, i sindacati Aniefe Sisa hanno lanciato uno sciopero per dire “no al Green Pass e all’attuale numero di alunni per classe”. All’Ic Via dell’Aeroporto l’adesione dei collaboratori è stata totale, ha scritto sul sito della scuola la preside. E le sedi dell’istituto sono rimaste chiuse.

La Rete degli Studenti Medi, con striscioni davanti a una dozzina di scuole e un’azione al Miur, ha lanciato la stagione delle proteste: con lo slogan “II futuro è nostro, ripartiamo da zero”. I giovani chiedono di essere coinvolti nel processo di rinascita della scuola.

 

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