Primo via libera alla Regione Lazio per istituire il Garante per gli anziani. La commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Alessia Savo di Fratelli d’Italia, ha concluso l’esame dell’articolato della proposta di legge regionale concernente l’istituzione del Garante regionale per i diritti e la tutela delle persone anziane. Alla seduta ha preso parte anche l’assessore regionale alle politiche sociali Massimiliano Maselli.
Degli otto articoli che compongono la proposta di legge, sette sono stati approvati all’unanimità dei presenti, compresi i relativi emendamenti. L’unico articolo rimasto in sospeso è il settimo, di competenza della commissione Bilancio, che dovrà esprimere il proprio parere sugli aspetti finanziari. Concluso questo passaggio, il testo tornerà alla commissione Sanità e politiche sociali per il parere definitivo, prima di approdare in Aula consiliare per la discussione e la votazione finale.
Il Garante regionale per i diritti delle persone anziane sarà un organo indipendente incaricato di promuovere e tutelare i diritti degli over 65, contrastando ogni forma di discriminazione, abuso o marginalizzazione. “L’iniziativa nasce in risposta all’aumento della popolazione anziana nel Lazio e alla necessità di rafforzare i meccanismi di ascolto, vigilanza e segnalazione relativi alle condizioni di vita degli anziani, in particolare quelli fragili, soli o non autosufficienti”, ha spiegato l’assessore Maselli.
Il Garante avrà il compito di vigilare sull’attuazione delle politiche regionali in materia di tutela degli anziani e di garantire il rispetto dei loro diritti fondamentali. Sarà eletto dal Consiglio regionale con maggioranza qualificata e resterà in carica per cinque anni, operando in piena autonomia e indipendenza. Per quanto riguarda le competenze, potrà ricevere segnalazioni, richiedere informazioni alle strutture sanitarie e sociali, formulare proposte alla Giunta e al Consiglio regionale per migliorare i servizi agli anziani.
La proposta di legge prevede la collaborazione con enti locali, Asl, strutture sociosanitarie e terzo settore per favorire la partecipazione attiva degli anziani alla vita sociale. Inoltre, è previsto un rapporto annuale sulle attività svolte e sulle criticità riscontrate nel sistema di welfare regionale.