Variante Delta a Roma: i primi casi negli ospedali

La mutazione del virus sta ormai circolando nella Capitale. Si teme che i giovani siano facili bersagli 

Un senza fissa dimora che viveva tra Termini e il Prenestino e una 90enne residente al Tuscolano. Altri positivi al Policlinico individuati con il sequenziamento dei tamponi. Lo scrive “Il Messaggero”, rilevando che la variante Delta è sbarcata anche a Roma dopo il focolaio divampato ad Aprilia (con 17 contagi tra cui anche minori). Entrambi sono ora ricoverati al policlinico di Tor Vergata, ma non versano in gravi condizioni.

Neanche la 90enne “che è in terapia con il casco – spiega a ‘Il Messaggero’ il primario e direttore della Società Italiana di Malattie infettive Massimo Andreoni – la donna aveva completato la vaccinazione con Pfizer ma è risultata positiva dopo circa una settimana dalla seconda dose, evidentemente non aveva ancora sviluppato gli anticorpi”.

Nei prossimi giorni dovrebbe iniziare a respirare “autonomamente – prosegue Andreoni – segno che comunque la variante Delta è sì, molto contagiosa, ma relativamente pericolosa soprattutto su soggetti vaccinati“. La signora risiede nel quadrante Est della Capitale mentre per l’uomo, che prima del ricovero era stato sottoposto a terapia con gli anticorpi monoclonali, è difficile risalire al tracciamento anche se entrambi i casi “sono stati segnalati all’Asl – conclude il primario di Tor Vergata – per dar seguito al tracing“.

Non sono queste però le uniche persone che hanno contratto la variante Delta: si tratta di positivi ospedalizzati a cui si aggiungono altre persone contagiate dalla mutazione del virus che tuttavia non hanno avuto bisogno dell’assistenza ospedaliera. Al Policlinico Umberto I, infatti, nella settimana tra il 21 e il 27 giugno sono stati sequenziati sette tamponi e tra questi tre sono risultati positivi in variante: segno che la mutazione del virus sta ormai circolando anche nella Capitale.

Si teme che i bersagli “prediletti” siano i giovani o i ragazzi che, non ancora vaccinati, incontrandosi possano diffondere maggiormente l’infezione . Motivo per cui la Regione ha avvitato una “task-force” per sequenziare tutti i tamponi positivi e scoprire se ci sono casi in variate. Ad occuparsene saranno i laboratori di 13 ospedali e centri che, man mano, con l’arrivo dei reagenti specifici stanno avviando le mirate analisi.

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