Zanzara Tigre: allarme in mezza Italia

Il Centro Meteo Italiano lancia l'allarme. E' in arrivo l'attacco violento della zanzara tigre.

zanzare
zanzare ad Anzio

 

Giorni difficili per chi ha “il sangue dolce” ma, in realtà, ce ne sarà proprio per tutti.

La Zanzara Tigre ha deciso di attaccare l’Italia in modo massiccio. Il Centro Meteo Italiano riporta dati allarmanti. Saranno ben 67 le province più a rischio.

Nel Lazio l’allarme più alto si concentrerà su Latina, Roma e Viterbo.  Anche Puglia, Umbria e Sicilia saranno da bollino rosso. Per chi resta in Città come per chi è in vacanza non c’è da stare allegri. Le piogge e poi il grande caldo sommati alle disinfestazioni praticamente assenti, per mancanza di fondi, non fanno altro che creare le condizioni adatte alla riproduzione massiccia degli odiosi e pericolosi insetti.

Quest’anno poi alcune zone del Veneto e dell’Emilia stanno vivendo l’incubo di un’altra zanzara, la West Nile, ben più pericolosa e a volte mortale.

Partono i soliti appelli rivolti alle persone perché non facciano dei loro appartamenti delle zone di ripopolamento involontario: no ad acqua stagnante nei sottovasi, no a piatti doccia sempre umidi, no a piscine non clorate, si a zampironi, citronelle e protezioni varie.

La zanzara tigre ha la particolarità, a differenza della zanzara comune, di essere attiva e pungente anche di giorno. La sua puntura, in genere, è più fastidiosa e dolorosa delle altre. Pare sia stata importata in occidente dall’Asia nei copertoni usati, dove evidentemente ha trovato un habitat ideale per sopravvivere alla grande e ora rappresenta un problema e una preoccupazione. Può anche essere portatrice di un virus il Chikungunya che si manifesta con sintomi simili a quelli influenzali, con febbre alta, mal di testa, stanchezza e dolorose infiammazioni alle articolazioni e ai muscoli, in genere. In gran parte d’Italia è uso comune mettere alle finestre piante di basilico e di geranio, con la convinzione che l’odore dei 2 vegetali possa tener lontane le zanzare di qualsiasi specie.

Il sindaco Raggi, a corto di fondi, aveva promesso l'”importazione” di rondini/rondoni e di pipistrelli che, essendo insettivori, combattono zanzare, mosquitos e altro come se fossero piatti prelibati. E in effetti un po’ di “lavoro sporco” l’avrebbero fatto. Ma non ci risulta siano mai arrivati come non sono mai apparse le mucche “tagliaerba”.

Quindi Roma resta in balia di questi insetti (dell’ordine dei Ditteri) di cui si contano circa 3.500 “varietà” diverse….

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