Alpini a Rimini, toccata e fuga?

Triste finale per l'adunata degli Alpini a Rimini, 500 segnalazioni per molestie. Grande vociare delle associazioni femministe e dei media. Scuse del Presidente delle penne nere. Facciamo, però, una riflessione fra commento ammirato e bieco apprezzamento. In mezzo c'è la cultura e l'educazione

La vicenda delle presunte molestie subite da ragazze riminesi nel corso dell’adunata degli alpini apre tanti spiragli sulla attuale “sensibilità” femminile e sul retrodato comportamento maschilista di tanti uomini.

Vien da dare per scontato che i fatti capitati nella cittadina felliniana non siano un capitolo isolato e che anche nelle edizioni precedenti dei raduni qualcosa di simile possa essere accaduto.

E allora perchè su questa edizione stanno fioccando denunce come se piovesse? Perchè le avance, le frasi scurrili o gli apprezzamenti pesanti negli ultimi tempi hanno acquistato una gravità ben maggiore di quanto fosse in passato.

Sicuramente i movimenti come Me too o Non una di meno hanno aiutato le donne ad entrare in un’ottica di consapevolezza maggiore e anche a prendere coscienza che nessun sopruso deve essere accettato per il solo fatto di essere femmina.

Così la battuta greve diventa molestia e va dichiarata apertis verbis.

Ma bisogna fare dei distinguo proprio perchè non si inneschi una caccia alla streghe dove sarà difficile, se non impossibile distinguere una sincera ammirazione dalla greve e bieca goliardia.

Le molestie, e qui stiamo parlando solamente di quelle verbali, sono diventate un fatto culturale che le donne hanno recepito perfettamente al contrario dei maschi convinti che il concetto di apprezzamento non conosca ne’ limiti ne’ freni.

Un alpino anziano non tanto di anni quanto di raduni, viaggi in pullman e convegni ci spiega che il mal-comportamento non è da escludere ma che va visto come atto del singolo e mai del gruppo perchè, è buona norma per il corpo fermare sul nascere qualsiasi molestia o atteggiamento deprecabile e mettere a tacere chi esagera e rischia di gettare discredito sull’intera compagnia.

Non parliamo poi degli infiltrati che ci dice essere sempre presenti a decine pronti a sguazzare fra i gruppi, forti di un cappello comprato sul banchetto per poche lire.

Non è ancora possibile fare una stima precisa del numero di alpini presenti a Rimini ma si parla di un indotto (penne nere, parenti, simpatizzanti) di circa 450.000 unità; una cifra incredibile che ci fa immaginare che il rozzo e lo stupido di turno sia facilmente scontato.

Le segnalazioni per molestie ad ora sono 500; altra cifra incredibile che getta per la prima volta una luce sgradevole su uno dei corpi storicamente più generosi e infaticabili fra i nostri soldati. E anche fra i più amati e compatti.

Il presidente Sebastiano Favero di fronte all’attacco dei media in merito alle molestie di Rimini dichiara: “Chiedo scusa a chi le ha subite”.

Il tempo renderà giustizia a chi ne ha diritto.

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