Centro Storico: un valore anche per le periferie

Il problema del Centro Storico ormai abbandonato a se stesso sarà quasi certamente accantonato anche dalla prossima amministrazione. Un degrado che si riverbera su tutta la Capitale

Chiunque sarà, fra i 4 candidati, il futuro sindaco di Roma e qualunque casacca indossi di una cosa la Capitale può stare certa: il suo meraviglioso Centro Storico manterrà lo status di “eterno abbandono” che ormai lo segna come una ferita profonda e sempre aperta.

Il Tridentino è consegnato ad essere un “non luogo” che giorno dopo giorno (e sindaco dopo sindaco) vede offesa la sua dignità, il suo valore e la sua vera vocazione.

I 4 candidati, incredibilmente uniti e compatti, hanno scelto di calcare la scena nelle immense e inesplorate periferie romane dimenticando, per truci ragioni numeriche, interi municipi considerati, a ragione, difficili da incantare con promesse e fantasticherie.

La mala gestio, dell’ultima conduzione cittadina, ha sparato a zero sul centro pensando, forse, di dare un chiaro esempio di polveroso classismo.

Il risultato ha desertificato il Centro Storico e per contro non ha regalato altro che un maggior degrado alle periferie.

E questo ci basta per mettere una croce sopra lo squallore di via del Corso dove più del 13% dei negozi è stato chiuso o sullo spopolamento di via del Babuino o ancora sul decadimento di P.zza del Popolo.

Questi candidati avranno anche una qualche visione politica della situazione ma certo è che non dimostrano alcuna attenzione e cura per il cuore di Roma.

Ma, hanno notato che durante i fine settimana tutte le periferie si riversano nel Tridentino? E si sono chiesti il perché? Perché, come per tutte le grandi città, vale la regola del nucleo attrattivo che sia puramente commerciale o artistico che diventa quasi obbligo e necessità in una conferma di appartenenza.

A comprova dell’assoluto menefreghismo per il focus capitolino, da poco è stato sciolto anche il P.I.C.S. ovvero la “Sezione Pronto Intervento Centro Storico” della Polizia locale che aveva il compito di arginare degrado, incuria e insicurezza.

Un centro, come quello di Roma, agonizzante e in situazione emergenziale non è altro che il biglietto da visita di una Capitale volutamente ingovernata ma, non ingovernabile.

Per salvare il salvabile bisogna intervenire con decreti ad hoc: rimodulazione della ZTL,  eliminazione degli “acchiappini” e ingannevoli bar/ristoranti, facilitazioni per locali storici con temporaneo blocco degli affitti, chiusura dei “mini-market”, rivalutazione tassativa delle vie famose (vedi Via Margutta) con relativo divieto di parcheggio.

Non sono interventi di portata biblica ma il risultato sarebbe un incentivo per la reale ripartenza del centro e non solo.

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