Confesercenti a p.del Popolo, parole al vento mentre i negozi muoiono

Il forum di Confesercenti in piazza del Popolo è parsa una presa in giro, negozianti e residenti infuriati per i blocchi stradali, tante parole come a un comizio pre-elettorale, ma niente di concreto. Uno show a proprio uso e consumo e intanto il centro muore

Le motivazioni che hanno guidato Confesercenti a creare un suo pseudo villaggio in piazza del Popolo sono state presentate come una spinta a sostenere l’attività e la sopravvivenza dei negozi di vicinato, soprattutto nel centro storico, portando sul palco: imprese, economia e confronti diretti col territorio. Temi più che legittimi e fondamentali che però avrebbero richiesto una scelta della gestione dell’evento molto diversa da quell’accampamento rumoroso e invadente che alla fine si è rivelato.

Non mancano forti critiche da parte della comunità locale che siano residenti o commercianti fino ai turisti che riportano l’impressione di un centro storico caotico e usurpato da troppi intralci.

Paradossalmente, questo evento era nato per valorizzare il commercio, ma finito per danneggiare seriamente i negozianti, i ristoratori e gli artigiani della zona circostante, resi irraggiungibili per i clienti a causa dei blocchi stradali. Il patrocinio della Città metropolitana di Roma Capitale se, da un lato dà importanza all’impresa di Confesercenti, dall’altro dimostra come i vari addetti ai lavori non si siano affatto preoccupati di gestire ne’ la viabilità, ne’ il rumore, ne’ l’uso quasi sacrilego di una delle piazze più importanti della Capitale. In Città non mancano certo spazi liberi e aperti dove organizzare eventi e ostinarsi a costruire continue tendopoli proprio in centro sfugge ad ogni logica ambientale e di dignità abitativa.

L’idea di aprire un confronto fra tessuto commerciale e fruitori finali è davvero encomiabile, ma sarebbe stato auspicabile vedere sul palco anche rappresentanti di Confcommercio a dimostrazione che il problema impegna seriamente tutti a prescindere dall’orientamento politico. Questa manifestazione è una conferma, se mai ne avessimo avuto bisogno, di quanto questa gestione all'”italiana” sia sempre più politicizzata e di parte e la controprova è il tanto parlare che non porta mai a qualcosa di effettivo e soddisfacente.

Chi si è baloccato sul palco di Aperti – Confesercenti Forum 2026 – ha detto quel che doveva dire seguendo la logica dei quindici minuti di celebrità e usando quel tempo anche come siparietto pre-elettorale. Proprio di questo non sentiva la necessità questa nostra Città con le sue illogiche di mercato, con la progressiva fuga dei residenti dal centro storico, con la monnezza su strada e con le serrande dei negozi sempre più pronte a chiudere. Questo Roma non se lo merita proprio e non riusciamo a capire come sia possibile che nessuno se ne renda chiaramente conto.

La Capitale vive di antiche e stupende glorie, ma tolte quelle si realizza poco o niente di nuovo a supporto di commercianti, residenti e turisti.

Non si può campare a lungo senza un tessuto socio economico coeso e funzionante che prescinda anche da monumenti e b&b.

 

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