Covid, il timore detta legge

Tutto quello che facciamo segue il tam tam del Covid. Forse non è del tutto giusto per chi ha rispettato alla lettera le indicazioni governative e ha diritto di riprendersi la vita nonostante i negazionisti

Code per i tamponi eseguiti nelle farmacie a Bolzano, 17 ottobre 2021. ANSA/ G.NEWS

Da ben più di 1 anno la prima notizia di tutti i media riguarda il Covid. Tutto il resto passa in secondo piano.

E anche se la pandemia è la più grande tragedia dopo le guerre mondiali questo vivere in simbiosi con il bollettino dei contagi e dei morti non fa che produrre costante angoscia e timori. Timori che variano anche con il variare dei pareri e con gli effetti dei vari talk show.

Una sofferenza che ha intriso tutte le nostre decisioni e che ha modificato radicalmente il nostro modo di essere e di vivere.

All’ombra del Covid e della martellante informazione stiamo vivendo un’esistenza diversa da quella precedente che, per la maggior parte delle persone, incide anche su tutto quello che riguarda l’approccio al commerciale.

I dati del Natale parlano chiaro, è una debacle su tutti i fronti e se i carrelli della spesa ci son parsi più ricchi è perchè si è deciso di disdire il pranzo al ristorante a favore di una tavola ridotta e familiare.

E i viaggi? Una catastrofe con quasi 10.000 voli cancellati a causa di Omicron e della paura che ormai sceglie per noi.

Noi vaccinati e con tanto di super green pass regolamentare ci ritroviamo intrappolati nella maledetta e ipotetica ragnatela del contagio dei no vax.

Questa volta la mano l’ha vinta alla grande la Germania che ha chiuso tutte le porte e le finestre ai negazionisti. Il successo in termini di numeri di contagi e di decessi è stato istantaneo e liberatorio.

Purtroppo questo da noi non succede. Sommersi dai dati della pandemia seminati a piene e senza troppo discernimento cerchiamo di seguire modi e regole dettate dal Governo.

Le file affannate davanti ai punti per eseguire i tamponi sono la fotografia reale della nostra ansia e della nostra incertezza.

Tutto quello che facciamo o scegliamo ormai è decifrato con il nuovo alfabeto imposto dal Coronavirus che non nè semplice nè certo ma anzi è dubbioso e farraginoso.

Pare che, ormai, tutto viaggi col freno a mano tirato e noi ci ritroviamo a vivere in una situazione di semilibertà autoimposta che va al di là dei tagli governativi.

Pur restando una fondamentale priorità il Covid deve farsi un po’ da parte colpendo solo quella percentuale della popolazione che si ostina a scegliere la via No Vax e premiando con un respiro di fiducia tutti gli italiani virtuosi.

Il prof. Matteo Bassetti in varie interviste ha cercato di smorzare in parte gli allarmismi inutili per non ritrovarci, fra breve, con un’Italia nuovamente ferma e sempre più povera.

foto Ansa

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