Covid: quel che resta della prevenzione

Dall'11 di ottobre i Governo allenta le restrizioni da tempo imposte alla nostra vita sociale. Ma dei punti ci lasciano tanto perplessi quanto preoccupati sull'evoluzione di questo "liberi tutti"

Buttafuori, controlli nelle discoteche
Discoteche chiuse per il Coronavirus

I contagi da Covid in questi ultimi giorni si aggirano praticamente sempre intorno ai 3.000 casi/giorno. I decessi si attestano fra i 30 e 40. Numeri che sanno di speranza e di vittoria, allo stesso tempo.

E anche su queste basi il Governo ha deciso di allentare la stretta sulle chiusure che per tanti mesi ci hanno tenuti lontani dalla vita sociale e dagli svaghi.

In alcuni casi i cambiamenti sono davvero radicali in altri hanno più l’aspetto della miglioria.

In ogni caso le modifiche partiranno dall’11 ottobre esonerando questo fine settimana.

Non diamo tutte le quote ma commentiamo quelle variazioni che ci sembrano degne di rilievo (negativo).

Partiamo dalla cultura dove si concede a cinema, sale da concerto, teatri e musei la piena capienza. Per i musei addirittura decade l’obbligo della distanza interpersonale di 1 mt.

Su questo ci sentiamo di discutere ampiamente perché, seppur mascherati, la distanza si è dimostrata nel tempo una sana precauzione. Soprattutto ora che andiamo verso la stagione dei raffreddori e dei ripetuti colpi di tosse.

Proponiamo, se siete d’accordo con noi che il distanziamento resti sacrosanto e che davanti a questo o a quel quadro non si formino grappoli umani e costantemente pronti all’insipida e ciarliera critica.

E ora guardiamo da vicino la questione delle discoteche che, si è stata fonte di enormi perdite economiche ma, che ha generato i più grandi battibecchi che la storia ricordi.

Le presenze devono essere del 50% al chiuso e del 75% all’aperto.

Ma a parte Ibiza, in pieno agosto, a voi risultano esistere danzifici funzionanti en plein air fra le nebbie e i geli invernali?

Aspettiamo la reazione di Briatore che sarà sicuramente esplosiva.

Resta l’obbligo di green pass e di mascherina ma NON al momento del ballo.

Cioè: dato che la musica nelle discoteche è obbligatoriamente a palla le parole gridate si accompagneranno a flussi di droplets e di aerosol (goccioline che si emettono parlando) smisurati che possono viaggiare nell’aria anche per alcune ore.

Anche per questa mega pensata proponiamo il ripristino della mascherina in ogni momento della serata fatta eccezione per le consumazioni e le effusioni (limitate nel tempo). Che dite?

Approfondimento nel dossier

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