Covid, Stop all’emergenza: quanto ha pesato la politica?

Fine dello stato d'emergenza. Ma Draghi è sicuro che sia la reale fine del Covid o si è fatto tirare per la giacchetta da una parte del Centro Destra?

Con l’obiettivo di “riaprire tutto al più presto” il Presidente Draghi, dai suoi impegni a Firenze, dà una spallata secca allo stato d’emergenza che ci ha oppresso per gli ultimi due anni.

Dal 1° Aprile via alle mascherine e a tutte quelle restrizioni che ben conosciamo.

Il ritorno alla normalità sarà gestito da Fabrizio Curcio del dipartimento della Protezione Civile e dal generale Francesco Paolo Figliuolo che poi dovrà cedere i vincoli commissariali ad altri soggetti.

I punti focali di una tale decisione sono tanti e tutti di grande importanza. Un cambiamento nelle nostra vita che toccherà molti aspetti.

Partiamo dalla maltrattata scuola: “Le scuole resteranno sempre aperte per tutti: saranno infatti eliminate le quarantene da contatto”.

Altro argomento sensibile riguarda il lavoro che con il ritorno alla normalità vedrà lo smart working regolamentato direttamente fra azienda e lavoratore.

Via anche i colori delle varie zone e regioni.

Rivisto gradualmente l’uso del certificato verde che vede nuove aperture per fiere, sport, feste e spettacoli (non meglio precisati) ma che resta ancora obbligatorio sul posto di lavoro fino a giugno.

E per la nostra ritrovata libertà cesserà ovunque l’obbligo delle mascherine all’aperto e quello delle mascherine FFP2 in classe.

Davanti a tutto questo entusiasmo e limitazione dei vincoli si alza forte la voce della Fondazione Gimbe che attraverso il suo presidente Cartabellotta ci tiene a precisare: “I dati consentono di guardare avanti con ragionevole ottimismo ma al momento è impossibile abolire misure di sanità pubblica come mascherine al chiuso e isolamento dei positivi”.

E su questo non possiamo che essere d’accordo perché non dobbiamo dimenticare che ancora alcune migliaia di Italiani sono sfuggiti alle maglie della vaccinazione obbligatoria. E da questi possibili focolai, a fine estate, il sogno di libertà può tramutarsi in nuova disillusione.

Se il centro destra (Salvini in primis) esulta per le scelte del presidente Draghi le persone di buon senso si rendono perfettamente conto che tutta questa improvvisa fretta può aprire scenari fortemente negativi.

Difficile non immaginare una brezza politica che ha soffiato incessante fino ad arrivare a questa decisione finale.

Certamente il liberi tutti può diventare un vantaggio per la nostra economia, ma immaginare che dietro all’abbattimento di tutti i paletti ci sia il gioco politico guasta qualsiasi tipo di ritrovata libertà.

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