Decreto Rave: “ordine pubblico”, parola della discordia

Appena insediato il nuovo Governo si è trovato a dover risolvere la grana del rave party di Modena che in effetti si è concluso in modo "pacifico" anche grazie al supporto del capo dello Stato. Le opposizioni insorgono e spesso sbagliano bersaglio

A pochi giorni dall’insediamento del governo Meloni ecco che scoppia il primo attacco da parte dell’opposizione.

Con il decreto-legge anti rave e lo sgombero (pacifico) dell’assembramento nel capannone pericolante di Modena dove si erano riuniti senza autorizzazione migliaia di ragazzi, il Presidente Giorgia Meloni ha sollevato un enorme vespaio.

Forse il concetto che più ha disturbato gli oppositori è stato quello di “ordine pubblico” tanto che secondo i perdenti Letta e Conte hanno commesso l’errore di definire il decreto “liberticida”. Aggiungendo a gran voce :”Questa è una norma da ‘stato di polizia’”, grida il leader del M5S. “È la libertà dei cittadini che così viene messa in discussione”, dimentichi dell’approvazione e della firma del Presidente della Repubblica.

Le opposizioni intravedono nel decreto una possibile nuova eccessiva ed indeterminata ampiezza d’intervento sia della polizia che della magistratura.

Da anni siamo abituati ad assistere ad occupazioni abusive di palazzi che durano poi anni, alla interruzione della viabilità sulle autostrade provocate da pochi manifestanti che fermano il traffico per molte ore, a manifestazioni non autorizzate che lasciano dietro di sé vetrine infrante e auto incendiate. Tanto da chiederci talvolta dove fosse, in quelle occasioni, lo Stato capace di tollerare una escalation di comportamenti illegali.

Il governo Meloni con il suo primo provvedimento ha voluto invece comunicare che lo Stato c’è pronto a difenderci dall’abusivismo e dagli abusi finora tollerati con fatalistica tolleranza.

Tuttavia il neo presidente doveva tener conto che un simile messaggio, proveniente dalla leader di un partito di destra, l’avrebbe esposta al ricordo degli abusi perpetrati in nome dell’ordine pubblico da tanti governi autoritari, fra i quali quello a cui risale l’ideologia, sia pure revisionata, di Fratelli d’Italia.

Forse sono timori inutili, ma il nuovo governo di centrodestra, e in particolare il partito che negli ultimi tre anni ha vissuto uno straordinario incremento di consensi, dovrebbe tener conto dei nuovi elettori, trasmigrati da diversi partiti e dalle migliaia di cittadini desiderosi di rivedere prevalere un nuovo senso di legalità.

Certo tutto e anche questo decreto può e deve essere migliorato, specificato ma diamo il tempo necessario al nuovo Governo di prendere le giuste misure senza dietrologie che meno che mai devono coinvolgere il Capo dello Stato.

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