Elezioni: la saga del disaccordo

Vergogna elezioni, la saga della disunione va in onda fra fumate nere e schede bianche. E si che hanno 7 anni per mettersi d'accordo. Fuga esasperata dalla TV

Dopo questo patetico show per l’elezione del Presidente della Repubblica va da sè che il consenso degli italiani nei confronti della politica cala ulteriormente evidenziando quella curva discendete che ogni chiamata alle urne, da tempo, sottolinea.

Dal bar “fantastico” che frequentiamo escono tali e tanti commenti che se riportati agli interessati li spingerebbero ad andarsi a nascondere.

Questi grandi/piccoli elettori, questi strateghi politici stanno infliggendo al nostro Paese pene e vergogne che per nessuna ragione si merita.

Da questa 13a elezione (vuoi dire che porta male?) ne esce un’italietta fatta di campanilismi e ignoranza che nessuno stato delle banane può invidiare.

“Hanno sette anni per concentrarsi su questa ineluttabile scadenza e arrivano all’appuntamento disuniti, forcaioli, impreparati e quasi colti alla sprovvista”. Una totale debacle che fra fumate nere e schede bianche non salva nessuno nè i nominati nè i dimenticati.

E tutto questo girotondo asfissiante per una storia che, fin dall’inizio, si gioca, coscientemente, con ben poche carte buone in mano.

Per porre fine a sto tira e molla Enrico Letta propone di organizzare una specie di Conclave di Viterbo, chiudendosi tutti quanti in una stanza «a pane e acqua» fino a che non si trovi una soluzione «perché il Paese non può aspettare».

Ben detto ma, volete scommettere che nemmeno su questa drastica e salvifica soluzione si troveranno tutti d’accordo?

Ma per dirla tutta e in tutta sincerità la berciante manfrina ci pare così marziana che sembra quasi non riguardarci.

E bisogna anche dire che se non fosse per il fatto che l’abbonamento TV è furbescamente inglobato nella bolletta della luce sarebbe giustificato il suo subitaneo annullamento. Perchè tra elezioni, Covid, virologi, dirette e maratone, a noi da 2 anni lo schermo non offre assolutamente niente e la fuga in massa dalla programmazione classica è l’unica possibilità di salvezza.

Fra poco arriverà Sanremo che nell’imaginario Rai dovrebbe servire da collante per la popolazione finalmente avvinta, al tubo catodico,  come l’edera.

Peccato che sempre la Rai dimentichi che sull’Italia si alternano grevi nubi scure: caro vita, aumento della povertà interna, tensione ai confini che da Russia e Ucraina potrebbe arrivare a toccare anche casa nostra, mercati internazionali, immigrazione…

Tutte queste comode trascuratezze, oltre a tenerci all’oscuro di molti avvenimenti, ci allontanano dal video e dalle uniche verità che vogliono farci digerire.

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