Fuga precipitosa dall’Ucraina bombardata

La Russia invade l'Ucraina per una guerra inaspettata. Contro i missili non resta che la fuga. L'Europa è pronta ad accogliere i profughi e ad aiutare chi deve restare nella Nazione vittima dell'attacco

Gli aiuti partiti stamattina da Roma

Mai ci vorremmo trovare a parlare di guerre.

E di questa lanciata dalla Russia verso l’Ucraina, così a freddo, inattesa e sospesa ancor di meno. E’ una guerra improvvisa e spietata che ha colpito a tradimento proprio come il Covid ha colpito tanto mondo.

Tutti i conflitti sono basati su due componenti: le armi e gli esseri umani, e noi di questi ultimi scriviamo oggi.

Un popolo, quello ucraino, che nell’arco di poche ore è passato dalla più semplice quotidianità all’impazzimento dei missili e dei bombardamenti. E all’improrogabilità della fuga.

Un esodo che non ha precedenti dal dopoguerra ad oggi, in Europa.

Si scappa con ogni mezzo, anche a piedi, perché ad ogni passo la libertà e la salvezza si fanno più vicine e certe.

Nel nostro Paese la comunità ucraina conta circa 250 mila persone e tutte hanno lasciato di là interi nuclei famigliari.

Da qui l’angoscia e la volontà del ricongiungimento a qualunque costo.

Ad oggi si calcola che siano più di 4 milioni i profughi in marcia verso nuove accoglienze e che altri 7 milioni siano gli sfollati interni che vagano alla ricerca di un angolo più sicuro.

E’ una crisi umanitaria che ci tocca da vicinissimo e di cui cominciamo a vedere i visi stravolti dalla paura e dal viaggio.

Bambini, donne e anziani, per ora, perché gli uomini e i ragazzi sono rimasti nelle pianure come nelle strade e nelle trincee a combattere e a difendere una moderna idea di libertà.

“Ognuno farà la sua parte” dice il ministro Lamorgese mentre l’Europa si affanna a creare corridoi umanitari, strutture di accoglienza e assistenza. La priorità è data ai bambini e in particolar modo ai minori soli od orfani.

Intanto si è messa in moto anche la macchina degli aiuti materiali con il sostegno di Caritas, Sant’Egidio, Protezione Civile ecc. Nel contempo in ogni paese c’è qualcuno che lancia il messaggio di cooperazione per convogliare abiti, generi di prima necessità, coperte perché è drammatico lo scorrere delle giornate per  chi per sfuggire agli attacchi cerca di sopravvivere stando rintanato nelle metropolitane e, poi, l’inverno a Kiev è tanto tanto freddo.

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