Gualtieri sindaco “cantastorie”

Gualtieri presenta la sintesi del suo primo anno da sindaco. Ma si dimentica che a Roma in questo periodo non è cambiato nulla. Ha poco da suonare e cantare con Blasco perchè non c'è ragione di far festa

Il sindaco Roberto Gualtieri apre la sua sintesi sul primo anno di gestione appoggiandosi alle bellezze celebrative della Roma che fu e sulle quali si sfida chiunque a negare.

Riempiti gli occhi con la storia della grandeur capitolina ecco che parte l’elenco degli interventi attuati per far ripartire la “Roma logorata” che si è trovato come eredità pesante lasciata dalle amministrazioni precedenti.

Probabilmente questo appuntamento riassuntivo era “obbligatorio” ma per quanto sia stato limato il discorso la tragica realtà è tutt’ora sotto gli occhi di tutti.

Gualtieri però, come tanti altri prima di lui, non si è accorto che i veri “logorati” dallo stato della Città sono i romani che tra rivendicazioni, promesse, ed attese si svegliano la mattina in una Capitale che non è più come la ricordavano.

Quando Gualtieri salì al Campidoglio la prima promessa fu di pulire e spazzare Roma entro Natale. Il Natale passò invano e la spazzatura rimase dov’era.

Ora, orgoglioso dei risultati che solo lui vede e rivendicando gli interventi positivi messi in atto, ritorna sul tema del termovalorizzatore, di cui si sa poco e niente, la cui gara dovrebbe partire entro la fine del 2023.

Poi con uno sguardo alla fantascienza Gualtieri annuncia anche l’utilizzo del telerilevamento satellitare capace di individuare discariche abusive…

Per quanto riguarda i trasporti ormai sfasciati il Sindaco, imputa il malandare alla giunta precedente, e il suo sguardo va soprattutto a traffico e smog dimenticando che per far questo il trasporto pubblico dovrebbe fare un balzo in avanti che non è nemmeno immaginabile, oggi, a guardare come stanno realmente le cose.

Vorremmo, noi romani, sapere una volta per tutte qual’è e in che situazione si trova il parco macchine della Capitale. Ma anche su questo punto per ora il silenzio è assordante.

C’è poi il miraggio dell’ Expo a cui tutti, politici e non, si aggrappano convinti che come le fatine di cenerentola saprà con un tocco di bacchetta magica trasformare questo sfacelo nella Città per eccellenza. Naturalmente per ospitare un mega evento come Expo si dovrebbero aver già pronti dei piani che riguardano i trasporti dedicati, le infrastrutture, l’accoglienza a vari livelli, e non solo hotel stile Dubai piazzati in pieno centro, la raccolta della spazzatura che sicuramente aumenterà a dismisura ecc.

Insomma varrebbe la pena di fare un’altra volta la sintesi sul primo anno di gestione Gualtieri enumerando le criticità esistenti e chiamandole, di volta in volta, con il loro vero nome: scale mobili delle metro ferme da anni (Villa Borghese), posteggi mai finiti (Arnaldo da Brescia) metro che non vanno (tutte), centro storico abbandonato.

Dopo essersela suonata e cantata insieme a Vasco Rossi il signor Sindaco dovrebbe tornare alla sua scrivania per metter finalmente mano ai reali problemi romani ancora irrisolti

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