Il Covid è morto? Viva il Covid

Liberi tutti e mascherine inutili secondo il ministro Schillaci. Il Presidente Sergio Mattarella si dice contrario e tante voci scientifiche si oppongono ai nuovi diktat essenzialmente politici

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Mentre il neo ministro alla salute Orazio Schillaci agita la bandierina del “liberi tutti” come se il covid che abbiamo attraversato e stiamo ancora attraversando fosse solo un ricordo da seppellire, tante voci più che qualificate si alzano a contrastare la scelta forse prematura.

La prima e più forte opinione ci viene dal Capo dello Stato Sergio Mattarella che subito replica: “Non possiamo ancora proclamare la vittoria sul Covid-19. Dobbiamo ancora far uso di responsabilità e precauzione, soprattutto dei più fragili” e ribadisce: “Mantenere alta la sicurezza”.

La prima esternazione del ministro non pare particolarmente gradita nè a politici nè ai cittadini virtuosi che vivono questa scelta come una derisione per aver seguito le regole a suo tempo dettate. Uno schiaffo in piena faccia a chi in lunghe file si è sottoposto alle varie vaccinazioni.

In una parola pare essere stata proclamata la vittoria dei no vax e per chi non in regola con gli obblighi vaccinali doveva ricevere una multa pecunaria. Insomma fare i furbi in questo Paese conviene sempre e comunque.

Schillaci forse non ricorda o non è informato che nelle ultime 4 settimane in Italia i morti per Covid sono stati ben 1714!

Tanto per chiudere il cerchio, a margine dell’inaugurazione del nuovo anno accademico a Tor Vergata, ha spiegato che il governo sta valutando di far scadere l’ordinanza sulle mascherine obbligatorie negli ospedali…Non aggiungiamo altro nella speranza che qualche opposizione (e non) lo blocchi per tempo e non permetta a nessuno di vanificare le sofferenze e le restrizioni che ci hanno accompagnato per più di 2 anni.

Ma la voce più autorevole ci viene dal Prof. Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri, che dalle pagine del Corriere e senza alzare i toni dell’intervista rimarca alcuni dei paletti che non possono essere sradicati in quattro e quattr’otto, nemmeno da un ministro che non dovrà mai dimenticare che: “promuovere la salute è un’occasione di giustizia sociale e sviluppo dell’umanità».

Il professore ritorna su 2 punti chiave del pensiero di Schillaci: via le mascherine dai luoghi di cura e porte aperte al personale medico e paramedico no vax. Ribatte Remuzzi: “Chi è no-vax non dovrebbe operare in campo sanitario” e aggiunge: “Le mascherine in corsia e nelle Rsa dovrebbero essere indossate sempre, anche senza pandemia”.

Non possiamo far altro che supporre che questa estemporanea svolta scientifica del ministro sia in realtà dettata da un precoce abbaglio politico.

Il Presidente Giorgia Meloni non stia alla finestra a guardare questi inutili stravolgimenti ma prenda una posizione chiara e salvifica perchè la politica non si arroghi mai il diritto di decidere in campo scientifico.

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