Il mantra della Raggi forse sarà il rap dell’estate

Lo scandalo del nuovo Stadio consolida la figura del Sindaco Raggi sempre più lontana dalla realtà romana. Il suo mantra: chi ha sbagliato pagherà è già leggenda

Per la serie: non sento, non vedo ma soprattutto NON PARLO.

E’ questa “la cifra” distintiva di Virginia Raggi. Sindaco di Roma, salita alla poltrona in Campidoglio con largo consenso pubblico e grande sostegno della base grillina. Il problema, però, è che la Virginia pare vivere in un mondo tutto suo ben distante dalla realtà della Città che dovrebbe governare e risanare secondo il codice etico del Movimento che impone (??) sobrietà, presa di distanza dai soliti furbetti, rigore e castità (morale si intende). Ma la donna sindaco finora non ha dato ai Romani nessuna certezza e nessuna empatia.

Povera Virginia qualunque cosa (negativa) succeda a Roma la coglie alla sprovvista e la lascia basita. Ad ogni avversità “casca dal pero” e non rilascia alcuna dichiarazione di spessore e presa di posizione. La Raggi ha “inciso” un mantra che usa sempre e comunque e che ripetuto con così grande frequenza porta alla narcolessia più profonda. Così se Roma sprofonda e le buche/voragini si autogenerano lei dichiara fermamente: chi ha sbagliato pagherà. Gli alberi cadono sulla Città: chi ha sbagliato pagherà. Il giro d’Italia si impianta vergognosamente sulle nostre strade distrutte: chi ha sbagliato pagherà…Il nuovo stadio della Roma viene disgregato dai suoi stessi accoliti ed ecco che parte il tweet/mantra della Virginia: chi ha sbagliato pagherà.

A questo punto siamo talmente ipnotizzati da rischiare di dimenticarci che l’avv. Lanzalone da Genova (come il Grillo) l’ha scelto lei, nel 2017, per affrontare e districare quello che pareva lo spinoso nodo dello Stadio di Tor di Valle. E che pure per la nomina alla presidenza di Acea del succitato Lanzalone c’è il suo zampino.

Se poi, anche per questo giro di valzer, lei è una mera esecutrice roussoviana (di Rousseau) abbia la forza di dirlo e magari di ribellarsi. Se invece le va bene così e fare il sindaco robot senza voce e pensiero proprio le si addice ce lo dica direttamente.

Perchè a noi i mantra privi di contenuto non piacciano nemmeno un po’.

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