Il Natale troppo luxury degli allegati ai quotidiani nazionali

spuntano come funghi le guide ai regali natalizi, ma sorprendono le proposte spesso inarrivabili degli allegati ai 2 più importanti quotidiani nazionali che pare non tengano conto della situazione economica della maggior parte degli italiani

Facciamo finta di esserci impantanati completamente con la nostra lista regali, ecco allora che in nostro soccorso proprio in questi giorni arrivano puntuali e prevedibili i vari settimanali che, bene o male, presentano la loro “guida ai regali di Natale”; ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Noi, da sempre fedeli anche alla carta stampata, ci rivolgiamo ai 2 maggiori quotidiani italiani sicuri, scioperi permettendo, di trovare gli allegati del sabato: Io Donna/Corriere della Sera e D (la Repubblica delle donne)/La Repubblica. Senza entrare nel merito dell’effettivo valore esplicativo/culturale di questi magazine siamo corsi a vedere la parte più femminile e natalizia di entrambi; nessuno dei 2 “inserti” ha una rubrica esplicitamente dedicata ai doni, ma tra il non detto, i vari inglesismi e pubblicità decisamente mirate, più di 3/4 delle pagine vanno a cascare proprio sul pacchetto col fiocco.

In questo scorrere di pagine le proposte moda/gioielli/accessori la fanno da padroni in uno tsunami di luxury che ben poco si adatta all’anima critica di Repubblica, in un caso, o allo spirito moderato del CdS nell’altro.

Che poi mi chiedo, ma che senso ha, in una rivista dedicata alle donne, ingolfare fogli e fogli di proposte/prodotti che nessuna lettrice potrà mai concedersi? ignorando completamente e sorprendentemente il contesto economico in cui dette lettrici vivono e poi tutto questo lusso sfrenato fa balenare un forte richiamo al ruolo maschilista di compagni generosi e più che benestanti.

Anche per le pagine still life, dove vengono fotografati più articoli miscelati, la selezione è sempre molto “patinata” e quasi irrealistica tanto da diventare una vetrina del lusso fine a se stesso. I prezzi non sono quasi mai indicati perché, francamente, in netto contrasto con la filosofia “democratica” dei quotidiani a cui sono allegati.

Si ha quasi l’impressione che i vari direttori abbiano formulato la teoria che il popolo dei lettori della carta stampata sia un’èlite a cui abbinare, di conseguenza, un potere d’acquisto scollegato dalla realtà nazionale.

Certo l’aspirazione di ognuno di noi è di essere dei modelli di successo filtrati da una capacità di spesa che il più delle volte non abbiamo e questo ci genera frustrazione e senso di inadeguatezza.

Se guida ai regali natalizi dev’essere bè, facciamo in modo di tornare in un ambito più ragionevole ed adatto alla comune condizione

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