Il Puntaspilli / quando l’autovelox serve (per davvero). Il caso Flaminia

La consolare nel tratto interno al Raccordo è sempre più un circuito di F1. Il Campidoglio dovrebbe preoccuparsene, una volta tanto, giustamente

Roma non è solo la città delle scuole chiuse per maltempo (un po’ di vento a dirla tutta, ma vabbè). La città Eterna è anche famosa per la sua perenne fame di introiti, visto che le casse comunali sono autentici colabrodo dalla notte dei tempi. E così ogni tanto spuntano autovelox veri o finti che siano pronti a colpire gli automobilisti più incauti. Ma c’è una strada dove le macchinette tanto temute servirebbero per davvero. La via Flaminia, nel tratto compreso tra Corso Francia e il Raccordo.

Chiunque l’abbia percorsa almeno una volta nella vita si sarà accorto di trovarsi a Monza per il Gran Premio di Formula 1. Macchine che sfrecciano, sorpassano trasformando la Flaminia in una specie di pista. Ma di autovelox pronti (magari) a scoraggiare gli aspiranti piloti neppure l’ombra. Pensare che a palazzo Senatorio hanno le idee chiare. O meglio le avrebbero.

Entro questo autunno saranno istallati all’interno del Raccordo anulare, su strade a grande viabilità, almeno 20 autovelox. I dispositivi – che saranno di ultima generazione con lenti focali stile grandangolo per coprire una vasta area – avranno, verosimilmente, un doppio compito attraverso un sistema integrato di tecnologie: sanzionare all’istante coloro i quali superano i limiti di velocità e fotografare le auto in doppia fila da segnalare poi ai vigili per interventi immediati. Ma non sulla Flaminia.

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