La carta d’identità a Roma è sempre un calvario

a Roma ottenere la carta d'identità è un incubo, soprattutto perché dal 3 agosto si dovrà avere quella elettronica (cie). La capitale, rispetto ad altre grandi città, è definita "al limite" perché incapace di adeguare la richiesta ad un organico sufficiente e valido. Più facile fare il passaporto

I numeri, da paura, li troviamo sul Messaggero del 20 Aprile ’26 e dico da paura perchè la Carta d’Identità per i romani resta e nonostante gli anni, ancora una sorta di incubo da cui è difficile venire fuori. Se il 3 Agosto ’26 finisce l’era della Cic (carta identità cartacea) e inizia quella della Cie (carta identità elettronica) il Campidoglio fà sapere che almeno il 5% dei residenti difficilmente riuscirà ad ottenerla, ovvero: 21.000 cittadini. Il reperimento del documento è sempre stato un problema storico che si trascina dall’era della carta a quella dell’elettronica. Prima della digitalizzazione, il rilascio del modello cartaceo era legato alla disponibilità fisica dei moduli necessari e del personale nei Municipi. Code chilometriche, uffici anagrafici spesso sovraffollati o con personale insufficiente hanno reso il rinnovo un’impresa complessa per decenni, a dimostrazione che nell’iter richiesta/rilascio c’è un collo di bottiglia mai risolto.

Sono evidentemente serviti a poco gli open day, le prenotazione on line e le aperture pomeridiane sparse a pioggia nel corso degli anni.

La situazione romana è più unica che rara e viene addirittura definita “al limite” per il rapporto anche conflittuale tra sportelli adibiti e popolazione.

Il sistema diabolico del “click day”, ovvero appuntamenti a blocchi da prendere al volo con un click ma che si esauriscono subito senza alcuna continuità e disponibilità, ha fatto soffrire e imbestialire molti di noi.

La capacità degli uffici è stata sempre insufficiente, con personale limitato e chiusure e orari spesso discutibili se non, addirittura, contestabili. Senza contare la beffa di sentirsi, magari, invitare a provare in altri municipi o in altri comuni!

Davvero dobbiamo provare disagio e pena per chi non ha dimestichezza con la tecnologia o è anziano e privo di aiuti.

In tutto questo disservizio si inseriscono “mercati paralleli” che possono essere Caf o agenzie di pratiche che, avendo comprato, argutamente, quantità di appuntamenti riescono a rivenderli, si dice fino a 100euro/cad. in un tipo di bagarinaggio vergognoso.

Il problema non è tanto la stampa del documento ma l’accesso (o slot) al servizio. In altre città, anche grandi, si devono sì affrontare i tempi della burocrazia ma con attese più umane.

Si sa la Capitale è subissata anche da un grande andirivieni di studenti, lavoratori, stranieri che crea una mole di domanda per la quale le capacità organiche non sono mai state aggiornate. E’ indubbio che la domanda più alta di organico e il passaggio all’informatica hanno trovato Roma inesperta, inadeguata e soprattuto pigra in qualsiasi forma di adattamento. Solo ora, in un momento topico per la giunta, si prevedono nuove aperture nel periodo aprile-settembre 2026, soprattutto per i cittadini senza passaporto. Se tanto ci ha dato tanto ripartiremo con i soliti open day e linee dedicate. Purtroppo non esistono scorciatoie magiche e sicure. Per tentare e magari accelerare la cosa, non si può far altro che:
Controllare Agenda CIE più volte al giorno
Prenotare in municipi diversi
Valutare comuni fuori Roma
Usare l’urgenza se hai un viaggio (occhio che può essere pericoloso se è una bufala)
Sfruttare open day quando escono
Insomma le solite cose di sempre, tenendo presente che di mezzo c’è anche l’agosto, mese nel quale si lavora diligentemente meno.

Vi ricordo anche che la patente di guida è sì un documento di riconoscimento ma NON valido per l’espatrio e se, per quest’estate i viaggi a lunga tratta sono in forse, con la sola patente ci dobbiamo accontentare della UE, o poco più.

E per chiudere, pare che nella Capitale sia più rapido avere il passaporto che la carta d’identità. Provare per credere

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