La pubblicità del disgusto stronca l’Italia della TV

Le ultime pubblicità TV non sono solo noiose ma anche e soprattutto vergognose. Da qui anche, la fuga in massa dal video offensivo e volgare.

La fuga dalla TV è ormai cosa certa e i numeri sono impietosi. Circa l’8% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Giocano un ruolo quasi sostanziale le TV in abbonamento e le scelte on demand.

Stupisce che di fronte a questa debacle le reti, qualsiasi siano, non prendano provvedimenti e trasmettano ciofeche mal confezionate e adatte a persone con q.i. ben al di sotto della soglia critica.

Per la fascia di punta, 9,30-23 la scelta vagola fra una tiritera di talk show di cui conosciamo benissimo l’andamento ed ogni singolo muscolo degli immutabili ospiti ed una ormai scolorita puntata del Tenente Colombo.

Di fronte a tale programmata ferocia anche uno 007 del 1974 può sembrare un rifugio, indegno.

Ma detto questo non ci siamo ancora addentrati nel vero dramma del tubo catodico (e se non c’è più, fa lo stesso): la dannata pubblicità.

L’incubo di ogni telespettatore che in quei minuti inizia uno zapping sfrenato finendo a ribeccarsela  sempre e comunque.

Perchè, è vero che le varie reti non sapranno più fare televisione ma su una cosa si sono accordate: mandare gli stessi spot, nello stesso ordine, nel medesimo momento.

Si racconta che su Mediaset in un film di 90′ ci toccano 84 spot per un tempo complessivo di 27′.

La deriva è segnata e la nostra dabbenaggine finita.

Ma non abbiamo ancora infilato il dito nella piaga del disgusto e del cattivo gusto.

Alcune fra le ultime pubblicità fanno rabbrividire: scorregge, assorbenti di ogni genere e grado, vulve declinate ad libitum, prostate imbizzarrite, feci inceppate…Per carità, cose che possono accadere ma, sempre e soltanto in una camera chiusa e solitaria. Come i grandi delitti.

Ma come si può accettare l’orrore di una loffa all’interno di un auto (assicurazione Segugio.it), o assorbenti animati da pipì e mestruazioni (Nuvenia), continue galoppate maschili verso il bagno causa incontinenza negata (Prostamol), dramma della stitichezza abituale dove in un bagno sconosciuto si svolge la suspence di contorcimenti faticosi finchè la fatina tutta abbigliata di bollicine ed evanescenze apre la porta e risolve con il dono di una sola supposta effervescente la catastrofe incombente (Evaqu supposte).

Ci chiediamo quanto tutto questo ci rappresenti? siamo caduti così in basso? o ci stanno portando le TV generaliste a questo punto di sfaldamento mentale e di rozza volgarità?

Propendiamo per la 2a ipotesi e per l’impegno che le varie reti mettono per abbrutire sempre di più il loro pubblico. Inutile pregare perchè torni la signorilità e il poter d’acquisto suggerito dal mai dimenticato Carosello.

A furia di peti fragorosi e di deiezioni infauste la storia della pubblicità muore vergognosamente qui. Ed è certo che la TV agonizzante la segue.

 

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