Liste elettorali, non c’è spazio per i giovani

Le liste per il voto del 25 settembre hanno tirato fuori dalla naftalina nomi che pensavamo in pensione da tempo. In compenso non è stato dato spazio ai giovani che sono le figure che ci governeranno domani. Pessima strategia di una campagna elettorale sempre uguale a se stessa

Giovani a Roma
Giovani in vacanza

Queste liste elettorali chiuse e presentate il 22 agosto e sulle quali si baserà il voto del 25 settembre sono di uno squallore disarmante e fastidiosamente limitanti.

I vertici dei partiti hanno avuto poco tempo per creare una valida squadra da esibire? Bè se la sono voluta loro con la foga che li ha spinti a far fuori il governo Draghi in quattro e quattr’otto.

Ora i big si devono esporre e nel farlo dimostrano tutta la loro pochezza e la pochezza dei simboli che rappresentano. Così non sapendo dove andare a sbattere tirano fuori soprattutto nomi dai capelli bianchi che pensavamo in pensione da tempo e che, da come sono andati, nel tempo, i rispettivi incarichi e governi ci avevano convinti della loro più che conveniente eclisse.

Liste che non propongono nulla di nuovo e che obbligheranno gli elettori a scegliere fra nomi remoti e ben poco stimolanti.

Quello che maggiormente sorprende è la quasi assoluta mancanza di giovani under 35. Considerate tutte la liste ne contiamo 17 su 201 candidati pari all’8,4% del totale (dati della Lombardia).

Questo schiaffo in faccia all’Italia non stagionata è una grave mossa che sicuramente avrà come effetto un nuovo e maggior disinteresse dei giovani dalla politica che non li rappresenta e che non sa dare spazio alla loro voce.

Queste basse percentuali di under 35 sono una solenne presa in giro un trucchetto, che non funzionerà, tale da consentire ai partiti di sostenere che si occupano anche dell’Italia che verrà. Una sorta di quota di minoranza tanto per salvare la faccia.

Prendesse, la nostra politica, esempio dalle squadre di calcio che si allevano in casa i futuri giocatori di domani e che con impegno e determinazione danno loro una preparazione degna di un prossimo campionato.

Eppure la Penisola è piena di ragazzi interessati a mettersi in gioco che, stanchi di questa politica fatta di parole e non di fatti vorrebbe dare una svolta decisa e decisiva dall’ormai sconfortante ripetersi di giochi e ruoli da decenni sempre uguali a se stessi.

La guerra al Presidente Draghi non ha fatto altro che dimostrare una volta di più quanto sia logoro il nostro sistema politico, quanto sia povero di idee e contenuti, quanto sia incapace di azioni sostanziali.

Tutti i partiti ci stanno prendendo per la gola con promesse che risulteranno, sempre eternamente uguali e inattuabili come le altre precedenti.

Un suk farneticante che mira ad ottenere qualche voto in più.

Una bruttissima campagna elettorale che deve tornare in servizio pur di non dover cambiare mai.

E i giovani stanno a guardare e a giudicare

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