Luglio maledetto fra tragedie e violenza assurda

E' finito per fortuna questo luglio che ha portato solo sventure e tante troppe morti assurde e inverosimili. Troppa negligenza delle istituzioni le ha determinate

Oggi è il 1° agosto ’22.

Il caldo resta assurdo come assurda è la siccità e la sofferenza per persone, animali e natura, ma almeno possiamo gioire perchè uno dei più brutti lugli della storia ha concluso la sua corsa.

31 giorni estenuanti e maledettamente difficili: i poco furbetti hanno fatto cadere il governo, le tragedie e le morti si sono avvicendate con frequenza impressionante, il fuoco ha mangiato centinaia di ettari della penisola e caldo e siccità stanno mettendo in ginocchio gran parte dell’agricoltura.

Non c’è stata pace ne’ sollievo in questo luglio infernale; un susseguirsi di giornate senza soluzione di continuità. Gli ultimi giorni poi ci hanno dato la misura dell’imponderabilità del male e della sventura.

Dall’orrore della morte per stenti della piccola Diana figlia del più colpevole e snaturato egoismo allo spregevole omicidio di Civitanova Marche al dramma delle 2 sorelle stritolate sui binari a Riccione.

Se per quest’ultima sciagura non c’è ancora una spiegazione plausibile per il delitto di Civitanova ce ne sono tante, troppe.

Noi per prima mettiamo la totale mancanza di consapevolezza morale quella consapevolezza che è anche limite dell’agito. Facile dare tutta la colpa all’inerzia di chi era presente al pestaggio e alla morte di Alika, ancora più facile parlare di razzismo o di dipendenza quotidiana dal cellulare con cui sono state fatte le riprese dell’aggressione, difficile è invece calarsi nell’estremizzazione dell’inciviltà e della voragine umana che nel tempo si è creata.

Ora sappiamo che l’assassino era stato definito borderline e che il suo passaggio dal TSO ne aveva determinato una situazione psichica che avrebbe avuto bisogno di sostegno continuo e attento. Ma tutte le possibilità di aiuto per una terribile combinazione di fattori e di disordine gestionale sono venute a mancare.

Così l’uomo dalla mente malata lasciato a se stesso diventa killer brutale e nel caldo di un banale pomeriggio uccide a mani nude chi improvvisamente gli è sembrato nemico e lupo aggressivo.

Per queste persone labili mentalmente e capaci di stravolgere d’impulso la realtà occorrono, e lo ripetiamo per l’ennesima volta, strutture in grado di sostenerle, curarle e di renderle inoffensive per sè e per gli altri.

La colpa non è solo dell’indifferenza o della paura ad intervenire, del menefreghismo o dell’inciviltà ma la colpa è della legge che pensa di sentirsi la coscienza a posto con un colloquio ben distanziato nel tempo e di qualche farmaco che nessuno si accerta di controllare se viene assunto o meno.

Come per la piccola Diana martire senza coscienza il peso delle colpe va diviso anche fra le istituzioni troppo spesso lontane dai loro doveri

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