Meloni, neo presidente, deve aiutare Roma a non morire

Non bastano gli investimenti, il nuovo governo deve affiancare l’Amministrazione per intervenire sull’ ingranaggio della Capitale che si è inceppato. Meloni ce la può fare

Sono in molti a ritenere che la neopresidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non abbia sbagliato una mossa sia nel corso della Campagna elettorale, che nella delicata fase delle nomine istituzionali e della formazione del nuovo governo.

Ora al di là delle urgenti e delicate scelte nazionali ed internazionali che l’attendono non dovrebbe esimersi da un immediato intervento a difesa di Roma, di cui conosce e subisce, come tutti i romani, da anni, i mali cronici che la rendono sempre più invivibile.

E se i suoi predecessori l’attraversavano in auto a sirene spiegate, incuranti del traffico caotico, Giorgia Meloni non può fare altrettanto. Lei, figlia di questa Città e della quale non nasconde nemmeno l’accento dopo il lungo tour pre-elettorale si è sicuramente resa conto che andando avanti così Roma non ha margini di sopravvivenza.

La Città vista dai finestrini di una 500 e non filtrata dai vetri oscurati delle troppe auto blu pensiamo che sia apparsa per quello che realmente è alla nuova Presidente e che la spinga a mettere nel suo time table anche un nuovo supporto e un nuovo rigore per salvare la Capitale.

Dopo un anno della nuova giunta PD di Roberto Gualtieri, abbiamo avuto la riprova che chi sale al Campidoglio, qualunque casacca indossi, ha poca voglia e soprattutto poco coraggio per mettere mano ai mille problemi che erodono la nostra Città.

E’ lampante che l’Amministrazione, se lasciata sola, ormai non è più in grado di fermare l’inarrestabile decadenza che nell’ultimo decennio ha colpito ogni angolo di Roma. Nel Centro Storico l’immondizia è dovunque, la periferia è in preda alle bande che aggrediscono persino gli autobus, mentre i rioni tradizionali sono in ostaggio della cosiddetta malamovida.

I morti sulle strade raggiungono cifre impressionanti e il traffico MAI supportato da un’adeguata rete di servizio pubblico la fa da padrone. Scrive Gianfranco Amendola sul Corriere della Sera “una città ormai preda del traffico, dove intere strade vengono occupate da seconde e terze file di auto in sosta, dove i marciapiedi sono spesso impraticabili per buche, sedie e tavolini post Covid…una città dove, come pochi giorni fa ha documentato Legambiente, lo smog da traffico supera ampiamente il livelli ammessi…”

Certo tutte le metropoli hanno problemi più o meno simili, ma a Roma il degrado e l’ insicurezza hanno raggiunto livelli intollerabili. Anche i turisti se ne stanno accorgendo, sia pure loro stessi talvolta protagonisti di sfregi, soprattutto se tifosi delle squadre di calcio straniere. Mentre numerose grandi aziende hanno già lasciato la Capitale.

Lontano da noi immaginare la premier Meloni come un nuovo sindaco di Roma ma certo è che finora i tanti governi hanno fatto davvero poco per migliorarla ma anzi lasciando che lo scadimento facesse liberamente il suo corso.

Solo recentemente sono stati stanziati, grazie al Pnrr, molti miliardi, ma non basteranno gli investimenti in infrastrutture per raddrizzare le cose. E’ sull’ ingranaggio della città che occorre intervenire, trovando immediate e coraggiose soluzioni ai problemi più vistosi dalla emergenza mobilità ai rifiuti.

Alla neo premier chiediamo uno sguardo attento sulla Città e un supporto deciso e decisivo nei confronti dell’amministrazione, sicuri che Meloni è in grado di prendersi anche questo impegno civico/politico.

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