Introdotti nel 2020 dall’ex sindaco Virginia Raggi con il nobile intento di: promuovere una mobilità più sostenibile, riducendo l’uso dell’auto privata e agevolando, così, gli spostamenti urbani brevi, i monopattini elettrici da brillante soluzione si sono trasformati in una vera iattura per i pedoni e per il traffico in generale. Se prima del loro avvento le nostre paure venivano, soprattutto, da moto e motorini insubordinati, ora il pericolo ci sfiora silenzioso e ci coinvolge, troppo spesso, per strada, sui marciapiedi e in contromano.
I nuovi provvedimenti e gli obblighi di legge al momento pare che abbiamo avuto ben poco seguito sui romani, aiutati se non avvallati dalla totale mancanza di controlli e di sanzioni. Per memoria collettiva ricordo che: il casco è obbligatorio dal 14 dicembre 2024, il targhino dal 16 maggio ’26 e l’assicurazione dal 16 luglio ’26, la circolazione è consentita solo su strade urbane con limite massimo di 50 km/h e non è consentito il trasporto passeggeri. Restano vietati marciapiedi, strade extraurbane e tratti urbani con limiti superiori, sui marciapiedi è permesso soltanto il trasporto a mano del mezzo, il casco è obbligatorio per tutti i conducenti, senza distinzione di età, e deve rispettare le norme tecniche UNI EN 1078 o UNI EN 1080. Il monopattino deve essere dotato di campanello, luci anteriori e posteriori, indicatori di direzione e sistemi di frenata su entrambe le ruote. Durante le ore notturne o in condizioni di scarsa visibilità è richiesto anche l’uso di dispositivi riflettenti ad alta visibilità.
Queste norme di sacrosanta salute pubblica e privata, notiamo con tanta rabbia, che sono state intese da moltissimi concittadini e non solo, come frivolezze da poter ignorare alla grande.
A far due conti pare che a Roma i monopattini in sharing siano circa 13.500, mentre i privati e sconosciuti dovrebbero essere probabilmente decine di migliaia; un pericolo micidiale con cui confrontarsi ogni singolo giorno consapevoli che ormai il pedone non ha alcun diritto ne’, tanto meno, protezione. Insomma nessuno è dalla parte di chi marcia su 2 gambe, invece che su 2 o 4 ruote.
Gli incidenti si stanno moltiplicando in tutta la penisola con esiti, quasi sempre, drammatici, ma queste tragedie non intaccano minimamente la coscienza e il senso civico degli scriteriati gradassi che usano il monopattino, soprattutto, come cazzeggio e non come mezzo di trasporto.
Adesso, poi, pur di non dover pagare il targhino (30/35 Euro) è nata la corrente del “rubato è meglio” che innesca il meccanismo della non punibilità e del caos tra intestari.
Chiediamo a chi di dovere di prelevare i vigili dai loro uffici e di mandarli sulle strade con l’intento primario di rilevare trasgressioni e di applicare le più dure sanzioni consentite, chiediamo anche che i “volontari” della polizia municipale non siano solo fantasmi deambulanti ma che servano almeno da deterrente all’uso improprio dei monopattini. Grazie
