Omicidio stradale, obbligatorio introdurlo e rispettarlo

Ogni giorno sulle nostre strade troppe persone vengono uccise da guidatori senza scrupoli, sotto l'effetto di alcol e droghe. Chiediamo venga prevista e applicata severamente l'accusa di omicidio stradale. Senza sconti, patteggiamenti e altri cavilli legali. Non si deve ripetere mai più l'orrenda ingiustizia applicata per l'incidente mortale di Casalpalocco

L'incidente in via di Vigna Murata

Una strage continua, una violenza e una strafottenza che uccidono in una sucessione di sangue e lacrime quotidiana.

Morti e feriti in Puglia massacrati per il semplice fatto di trovarsi sulla traiettoria di una criminale recidiva ubriaca e drogata che ha usato il suo SUV, lanciato in folle corsa, come un’arma fatale. Un duplice omicidio stradale che Nancy Liliano ha compiuto freddamente e senza la più piccola frenata.

Guidatori sempre più spesso alterati da alcol e sostanze, distratti dal telefonino e assolutamente indifferenti ai limiti di velocità.

Le nostre strade urbane ed extra urbane assomigliano sempre di più a piste per corse clandestine dove dimostrare, più a se stessi che ad altri, la propria forza e il proprio potere. E gioca, non poco, anche la quasi certezza di farla franca.

Perchè l’esito della tragedia di Casalpalocco, dove Manuel di 5 anni è morto per l’impatto fra la vettura dove viaggiava con la madre e la sorella e un suv Lamborghini spinto a 124 km/h condotto da un ragazzo in piena sfida social, ha fatto percepire a tutti noi l’assoluta impunità. In quel tratto di strada il limite era ed è di 30 km/h. Il bimbo non lo vedremo mai più ma, Matteo Di Pietro l’investitore, grazie a beghe e giochetti legali non solo non fa nemmeno un giorno di carcere ma è libero di girare e bagordare come e dove gli pare, epilogo che concretizza, in modo lampante, lo scollamento totale tra la tragedia e la pena conseguente.

Ben venga, allora, l’imputazione per omicidio stradale e che sia seguita da pene severe ma giuste, senza possibilità di sconti, patteggiamenti, riti abbreviati, lavori socialmente utili e altri pastrocchi previsti dalla legge italiana.

Non vorremmo arrivare a chiedere l’aggravante della premeditazione, anche se a pensarci bene, ci starebbe pure, perchè se ti metti al volante fatto e disfatto e vai a 100 dove il limite è 30 è chiaro che la botta, di qualunque entità sia, l’hai messa in conto.

Il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, proprio in questi giorni, ha messo mano ad una sacrosanta revisione del codice della strada che, presentato alla Camera, è stato approvato con una votazione dal puzzo mefiticamente politico e che ci fa orrore: 163 voti a favore e 107 contrari. Uno scarto irragionevole visto che si tratta della salvaguardia delle vite di tutti noi piccoli e grandi e che nessuna declinazione partitica può e deve dimenticare. E dopo questa chiara dimostrazione che in Italia si va avanti per declinazioni e bassi accordi politici, la legge passa al Senato. Dove viene presentata dopo altre mozioni quasi irrilevanti.

Con questo andazzo il nostro timore è che le nuove misure slittino alla fine del 2024 lasciando ancora i criminali liberi di agire.

Altro che fine pena mai; quella lo stato italiano la attribuisce, coscientemente, a chi resta e piange.

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