Piazza dei Cinquecento e l’albero bioclimatico

Fa caldo e sarà sempre peggio; il cambiamento climatico non lascia più dubbi ma a Roma si continuano a realizzare piazze senza un filo di verde, come piazza dei Cinquecento o largo dei Lombardi, si apre così la corsa soluzioni tecnologiche e avveniristiche

Secondo il Cnr si potrebbe ottenere una riduzione del calore estivo fino a 4° in meno con la riforestazione e le depavimentazioni e questo dato ha valore per tutte le grandi città, Roma compresa.

Le coperture vegetali e i lastricati che respingono il calore, nelle aree urbane, possono far scendere l’indicatore della temperatura in modo tale da rendere la vita cittadina più sopportabile. La Capitale, forse a seguito di questi studi, ha presentato il suo Piano Caldo che consiste in una serie di misure per contrastare le ondate di caldo e proteggere le fasce più a rischio della popolazione. Un piano, però, che pensato in questi giorni bollenti e a stagione avanzata finirà in un nulla di fatto, lasciando tanto amaro in bocca a turisti e cittadini.

L’abbiamo scritto più volte, Roma e soprattutto il suo centro storico, sono vittime di rifacimenti e ammodernamenti che l’hanno resa inospitale, senza panchine, senza piante a fare ombra per evitare che asfalti e selciati diventino delle graticole. Un eclatante esempio di questa cecità urbanistica è Piazza dei Cinquecento, che con i suoi 45.000 m², pari a circa 6 campi da calcio, è una spianata terrificante che nessuno si sognerebbe mai di attraversare. La piazza sarebbe stata, nelle menti del Campidoglio, uno dei più importanti biglietti da visita per i pellegrini in arrivo per il Giubileo, peccato però che la fine del suo rifacimento sia prevista  nell’anno in corso, quindi completamente fuori tempo massimo. Ciò nonostante pare che vada in parte e nuovamente ripensata per rendere l’attuale “deserto dei tartari” un qualcosa di più vivibile.

Dato che in fase di progettazione e realizzo nessuno e dico nessuno ha tenuto conto del cambiamento climatico, per altro in corso da decenni, nell’ampia pietraia si devono, ora, prevedere zone più fresche a difesa del viandante. La soluzione proposta, però, è puramente tecnica ed utopistica: niente verde naturale ma un Albero Bioclimatico studiato con l’obiettivo di mitigare il forte effetto “isola di calore”; non si tratterebbe di un vero albero ma di una struttura artificiale che lo ricorda nella forma e che giocando su logiche termodinamiche e fisiche dovrebbe abbassare di qualche grado la temperatura in quest’area che è una delle più calde di Roma. L’installazione è attualmente al vaglio del Campidoglio e, se realizzata, costituirebbe un intervento sperimentale di raffrescamento urbano, ma il suo raggio d’azione riguarderebbe solo il perimetro immediatamente circostante, lasciando così spazi immensi all’imperversare del solleone.

Ci pare di capire che per raffrescare tutta la piazza andrebbero posizionati diversi alberi bioclimatici così da tasformarla in una foresta artificiale che, sicuramente nessuno si sentirebbe di avvallare.

Che grande controsenso la nostra Città che si trova al 3° posto per dimensioni di verde urbano in Europa, ma che a conti fatti non sa curarlo, prevenirne malattie e crolli, provvedere ad una sua corretta e salutare rotazione e a nuove piantumazioni là dove sarebbe necessario e utile. E allora? Allora tanto vale optare per alberi tecnologici che non necessitano ne’ di potature ne’ di controlli e cure

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