Plastica, addio?

Dal 14 gennaio la plastica monouso viene bandita dal nostro mondo. Difficile pensare che tutti e subito si mettano in regola, ma non c'è più tanto tempo per fare i furbi

Da troppo tempo se ne parla e da troppo tempo non si vedeva una ferma presa di posizione nei confronti della famigerata Plastica Monouso.

Ma dal 14 gennaio ’22 la Single-Use Plastics (Sup) non potrà più essere usata e venduta.

Nella lista dei cattivi entrano di slancio: piatti, posate, bicchieri, contenitori per alimenti, cotton fioc ecc.

Il decreto avrebbe dovuto partire il 3 luglio 2021 ma l’Italia è in netto ritardo sulla sua applicazione e cerca di aggirare l'”ostacolo” affidandosi a plastiche biodegradabili e compostabili che di fatto non risolvono affatto il problema.

Oggi in Europa viene riciclato solo il 65% della plastica e l’obiettivo è quello di arrivare al 90% entro il 2029, sempre ad oggi si stima che quella che galleggia negli oceani vada dai 5 ai 13 milioni di tonnellate e che di queste almeno la metà sia rappresentata proprio da plastica usa e getta.

L’addio alla plastica è un grandissimo cambio di passo che stravolge tante delle nostre abitudini quotidiane ma al quale dovremmo essere preparati da molto tempo.

Sospira l’ambiente e sospiriamo anche noi che non accettiamo di nuotare scostando dal viso plastiche di vario tipo.

Sono previste multe consistenti per chi continuerà a produrre e immettere sul mercato prodotti fuori legge. Le sanzioni vanno dai 2.500 ai 25.000mila euro, è prevista una sanzione, ma in misura minore (5.000 euro) per chi non si occupa dello smaltimento post consumo.

Per i soggetti che sono in regola con il decreto sono previsti incentivi determinati da un credito di imposta del 20% per l’esborso sostenuto per l’acquisizione di bioplastiche.

E fin qui è tutto abbastanza chiaro e definitivo, ma una domanda resta in sospeso e ci agita non poco: le scorte e le merci in magazzino che fine fanno? E qui salta fuori l’inghippo che vanifica in parte quanto sopra riportato.

Per esercenti e produttori, sarà infatti possibile usare le scorte esistenti fino ad esaurimento.

E chi sarà idoneo a controllare le reali quantità e a seguirne il percorso?

Questo punto non è stato affatto approfondito e chiarito. E dato che i furbetti non mancano in nessuna categoria niente ci toglie dalla mente che, sottobanco finché si vuole, le scorte non finiranno tanto presto come non spariranno, dall’oggi al domani, quei contenitori in cui si mette il cibo.

Proveremo ad ordinare il pranzo da asporto al ristorante sotto casa curiosi di vedere come ci arriveranno confezionati i bucatini all’amatriciana.

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