Raggi addio e addio anche ai cinghiali

La politica è ben strana: via la Raggi spariscono i cinghiali e flanbus. Arriva Gualtieri ma le buche, le caditoie, lo Spelacchio '21 restano un'incognita come le migliorie mai iniziate e, miracolosamente nessuno protesta. Cosa vorrà dire?

(immagine di repertorio)

E’ davvero inimmaginabile la forza universale della politica e di tutti i suoi trappoloni.

Con la discesa dal trono capitolino della Raggi sembra in parte modificata la scena catastrofica che raccontava la quasi insostenibile esistenza di Roma.

Improvvisamente sono spariti dal palcoscenico i cinghiali. Nessuno ne lamenta più la presenza, il pericolo si è dissolto come i tanti avvistamenti e relative documentazioni fotografiche.

I flanbus, di botto e per il momento, hanno sospeso la loro espressione incendiaria dedicandosi, seppur con modalità vergognosamente fatiscente, al mero loop del loro tragitto.

Ma avvicinandosi il Natale gli occhi dei cittadini sono puntati su l’abete tradizionale che sicuramente avrà come paragone il famoso Spelacchio 1 e suoi successori. E questo sarà il vero banco di prova per il nuovo sindaco Gualtieri che per mantenere un minimo di feeling con la Capitale dovrà, come minimo, impegnarsi in un’opera memorabile.

Per quanto riguarda le tanto bazzicate (in periodo pre-elettorale) periferie verranno lasciate al buon cuore dei vari municipi e alla fortuna sfacciata di incappare in un generoso sponsor.

Come doveva essere una misura del suo impegno e della sua determinazione organizzativa la rimozione, entro le feste, di tutta la maleodorante monnezza che ormai invade strade e marciapiedi. Al momento le cose restano esattamente in fotocopia con la reggenza precedente.

Idem vale per le caditoie completamente ostruite da qualunque tipo di residuo naturale e non.

Visto il maltempo che si accanisce con perfida ferocia su Roma i tombini ostruiti e le buche stradali generano delle pozze di dimensioni immani che favoriscono l’impantanamento delle auto e l’insozzamento dei poveri pedoni.

Al momento, però, non si alzano grida di protesta e di scontento contro la nuova giunta.

E anche questo è un miracolo politico perché pare ben strano e inconsueto che l’opposizione non colga al volo tutte queste negatività ricorrenti ed è paradossale che i media non si buttino anima e corpo nel dileggio pesante dell’incredibile ammutinamento di cinghiali e flanbus.

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