Rifiuti nelle cave abbandonate: indecente gemellaggio

L'Amsa è senza pace e la spazzatura di Roma pure. Nessuno vuole vicino casa le discariche così è un continuo via vai di camion verso altre regioni. Ma una nuova proposta ci fa balzare sulla sedia: usare le vecchie cave abbandonate come discariche a cielo aperto. Buon senso addio

Per risolvere il problema della monnezza romana si sta grattando il fondo del barile nella disperata speranza di trovare una qualche soluzione possibile.

La discarica di Albano resta chiusa mentre il NO a quella di Magliano Romano sembra senza nessuna possibilità di accordo.

Teniamo anche conto che il parco macchine adibito alla raccolta versa in condizioni di degrado tale da essere un chiaro esempio di sfascio e scadimento totale.

L’economia della municipalizzata Ama sembra arrivata alla frutta affossata in gran parte dall’impegno di inviare 50 tir al giorno con 600 tonnellate di rifiuti diretti in Abruzzo, Emilia Romagna, Lombardia e Bolzano, da dove in gran parte partono per gli inceneritori del nord Europa. Questo via vai considerate le spese per la discarica fuori regione maggiorate del 35% (fino a 220 euro a tonnellata invece di 150) e il rincaro della benzina che ha superato il 30% sta costando oltre 45 mila euro al giorno in più ad Ama cioè di più di un milione al mese!

Quello che doveva essere, secondo il sindaco Gualtieri, un problema risolvibile in breve tempo si sta rivelando un buco nero di cui non si vede la fine.

Ormai è chiaro che nuove assunzioni, nuovi turni di raccolta e nuovi spazzini non riescono a sanare la grande vergogna di Roma.

Ma ora salta fuori l’ultima pensata dell’assessore Alfonsi: usare come discariche le cave ormai esaurite.

Le cave sono aree spesso di grandissime dimensioni che hanno dato terra, sabbia e pietra per molti anni. Finito il prelevamento restano queste fosse a cielo aperto che nessuno si preoccupa si ripianare. Quale miglior luogo quindi per sversare camionate di rifiuti, al momento non meglio identificati?

Catini nel mezzo della natura adibiti ad essere riempiti di porcherie sui quali si getteranno gabbiani ed altra fauna sgradita e il cui puzzo invaderà l’aria.

Visto che non abbiamo maggiori e precise informazioni il nostro pensiero corre alle peggio cose che una soluzione raccogliticcia del genere può provocare: contaminazione delle falde, percolato lungo i campi e le strade, istigazione a buttarci dentro, da parte di chissà chi, di tutto e di più. Atroce soluzione, detta così, che può solo peggiorare una situazione che già sembrava aver oltrepassato ogni limite accettabile.

Tanto per capirci sarà come nascondere la pupù del gatto sotto il tappeto…

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