Roma: non è il genere che fa la rinascita

Quote Rosa all'assalto del Campidoglio con Gualtieri come sponsor. Scelta imperativa. Ma sarà anche vincente?

Il sindaco di Roma, Gualtieri è seriamente alle prese con un “6 politico” di cui nessuno poteva immaginare una fioritura così impegnativa.

Nell’ambito della scelta dei componenti della sua giunta, tanto per non essere tacciato di sessismo e per dare una chiara svolta con tutte le gestioni precedenti, ha dichiarato che gli assessori dovranno essere 6 donne e 6 uomini.

E da qui non si smuove.

Una posizione chiara a favore delle quote rosa che però costringe i partiti, che lo hanno appoggiato, a scelte non sempre adeguate e forse non soppesate con il metro della competenza.

Questo 6+6, se da un lato esprime grande attenzione al mondo femminile dall’altro restringe la scelta degli assessori rispetto alle reali capacità .

Siamo d’accordo nel voler vedere una maggior quota di donne nella politica ma non necessariamente nella pubblica amministrazione dove l’altra metà del cielo rappresentava nel 2017 il 57% (dati Ocse).

Ora temiamo che Gualtieri con questa impuntatura possa non fare il bene della Città perché, non sono le scelte dettate solo da equilibri di genere o politici a determinare la tanto attesa ripartenza di Roma.

Rimettiamo le quote rosa al loro posto e diamo loro il giusto peso.

La Capitale, o chi per essa, non può essere pensata come una fabbrichetta in cui, per quieto vivere sindacale, le donne devono incidere tanto quanto gli uomini.

Per salvare la nostra Città sono primari: competenza, professionalità, capacità e visione progettuale, esperienza…e non la pura appartenenza ad un genere.

(foto: Anna Ricca)

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