Roma, non passate per il centro

Il degrado di Roma e del suo centro è evidente e inarrestabile. Ma nessuno dal Campidoglio se ne occupa. Una vergogna che colpisce tutto e tutti

C’è una sola domanda da farsi su Roma: ma perchè è così mal ridotta? perchè continua inarrestabile la curva discendente del decoro nella Capitale?

E a tutto questo c’è una sola risposta: perchè a Roma ben pochi fanno il loro dovere e molti sono, invece, i menefreghisti, gli zozzoni, gli imbucati, i lavativi, i timbra cartellini a ufo ecc.

Anche il governo della Città è così poco attivo sul campo che in tutti questi mesi di reggenza Gualtieri si è visto davvero poco capace di cambiare le sorti del Centro e non solo.

Vivere nel cuore del Tridentino sarebbe meraviglioso se i luoghi fossero degni del contesto cui appartengono.

Ora viene ventilata la comparsa di 2 nuove squadre da 10 operatori l’una per ramazzare tutta la monnezza abbandonata fuori orario e fuori dal corretto ambito. Ma se i mezzi a disposizione di questi freschi esecutori sono i soliti che siamo abituati a veder circolare, l’accesso ai condomini, le raccolte imprecise e bisognose di continui solleciti e proteste ad Ama è logico immaginare che avremo 20 operatori ecologici in più per un risultato drammaticamente immutato.

La sostituzione delle così dette “urne cinerarie” in numero di 100 fa ridere perchè saranno sicuramente più capienti ma assolutamente insufficienti a coprire un’area così vasta.

Passare per il centro sarebbe un gran bello se non si toccasse con mano, continuamente, lo strapotere dell’inciviltà e della rozzezza, dell’incuria e della volontà di sfregiare il buon andare della collettività.

I grovigli di monopattini e biciclette a nolo sono un chiaro esempio: 1° di inciviltà, 2° di inadempienza della vigilanza urbana, 3° del non rispetto dei doveri che ne regolano l’uso, a conferma che nessun deterrente funziona e viene applicato e che prima o poi la Città dovrà arrendersi e vietarne l’uso.

Triste figura di una Capitale incapace di far rispettare ordine ed ordinanze.

Vergogna per il Campidoglio incapace di emettere regole chiare e di farle rispettare e che il prima possibile dovrà intervenire per dirimere la questione fonte, solo, di precarietà e di rischio.

E poi quell’orrido accrocco dei dehors; salvifici ai tempi del Covid ed ora moltiplicati a dismisura, senza controlli nè regole, intralcio al traffico e motivo di malamovida mangereccia.

Questi bar-ristoranti che usano i suolo pubblico come se fosse una inevitabile propaggine del loro misero interno servono cibi precotti decantati e venduti come se fossero autentica cucina romana.

Ci sarà, da qualche parte, un assessore competente in materia e ci chiediamo perchè non sia in grado di attuare una politica attenta alla qualità del cibo che viene servito lungo le vie interessate.

L’ASL sempre attenta ai ristoranti etnici non fa mai un passo nelle bettole del Tridentino? Perchè? Indubbiamente una ragione c’è anche se non possiamo nominarla.

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