Roma, riparte il turismo ma annega nell’incuria

Tutti pronti a gioire e a godere per la ricomparsa dei turisti. Non moltissimi ma ci sembrano una valanga. Peccato che Roma oltre alla sua storia non sappia, ancora una volta, rimodernarsi e migliorarsi per diventare una vera capitale.

Nel grande uovo pasquale che Roma apre in queste ore c’è una bella sorpresa: la ripresa del turismo. E’ una ripresa ancora sottovoce e lenta ma non possiamo lamentarci soprattutto con gli attuali grandi problemi che tengono il mondo col fiato sospeso.

Roma viene da un 2019 con un afflusso di visitatori molto positivo bruscamente troncato dal Covid e ora dalla guerra in Ucraina.

La crisi è stata di così ampia portata che un terzo delle circa 1250 strutture alberghiere è ancora chiuso e circa 8mila posti di lavoro sono tutt’ora a rischio.

E se il centro ci sembra affollato teniamo comunque presente che gli arrivi stimati sono inferiori di circa il 40% rispetto alla Pasqua ’19. Questo movimento di vacanzieri è, in ogni caso, una boccata d’aria fresca per il commercio in generale.

I ristoratori confermano di avere prenotazioni in abbondanza e finalmente sorridono.

Ma Roma anche questa volta si fa trovare impreparata senza nessuna nuova offerta e nuovo atteggiamento. Nulla è stato fatto per migliorare la viabilità e lo stato del manto stradale (che sia asfalto o sanpietrini).

I turisti guardano disgustati le cataste di spazzatura e le aggirano con fastidio.

I vu cumprà ricompaiono con i loro lenzuolini pieni di borse tarocche e se ti capita di mangiare all’aperto è una disturbante offerta continua di accendini, braccialetti e souvenir e intanto che ti gusti una pizza precotta c’è un improbabile suonatore di violino che ti strazia i timpani.

Tutto uguale a prima, anzi a sempre.

Ecco dove la Città casca e perde in fascino e appeal necessario ad essere veramente caput mundi.

La forza di una capitale sta anche nel sapersi aggiornare, nel riproporsi con le sue bellezze e i suoi valori impagabili in modo nuovo, adatto ai tempi e alle mode.

Ma li avete guardati bene i cavalli delle botticelle? Stanchi, vecchi, affranti da una vita spesa a fare sempre lo stesso giro.

E così pare Roma: disincantata, sfaticata, ripetitiva, disordinata e sporca.

Poi alla fine del quadretto salta fuori Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, che forte della sua amicizia sodale con Flavio Briatore prevede un futuro fulgido per l’ormai dimenticata e diroccata Via Veneto.

Per ora è stata aperta una pizzeria (che fantasia pregevole!) il Crazy Pizza seguita, in un prossimo futuro, da una succursale del Twiga.

Non può essere che si giochi al passato che si riveste da futuro. E’ un grosso errore.

Bocca che tutto sa dell’andamento capitolino di alberghi e affini come può pensare di riportare una via ormai morta e senza manutenzione ai fasti della Dolce Vita con la sola apertura di 2 locali 2?

La Roma di allora è irripetibile e improponibile oggi. Anche i paparazzi ci girano al largo perchè nessuna star rischia la vita sui marciapiedi dissestati facendo lo slalom fra gatzebi abbandonati e radici degli alberi che invadono il camminamento.

Pare quasi che ormai si faccia a gara per camminare in un solco vecchio e decrepito che non porterà nulla di buono ad una Città che invecchia e si sgretola a vista d’occhio.

 

 

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