Scioperi aerei, questa non sarà una vacanza

Troppi tagli causa Covid stanno mettendo fuori gioco i voli delle compagnie low cost. Il ritorno alla normalità era prevedibile ma non ci ha pensato nessuno per tempo e ora il problema è insanabile

Un percorso a ostacoli e disagi infiniti per chi ha scelto di partire per le vacanze con un volo aereo.

A giugno in Europa sono stati cancellati circa 11 mila voli.

Per luglio, agosto e settembre le compagnie hanno tolto altri 41 mila voli, con un coinvolgimento di circa 7 milioni di persone e come dice Carsten Spohr numero uno di Lufthansa “Le cose non andranno meglio nelle prossime settimane, il peggio deve ancora arrivare”.

Le compagnie low cost hanno di fatto monopolizzato il mercato e dopo un momento di grande affluenza e gradimento che aveva impensierito, non poco, le compagnie classiche è arrivato il Covid e ha stravolto tutto. Il numero di passeggeri è crollato oltre misura creando un buco economico gestionale ingovernabile. Così, per stare a galla, si è dovuti ricorrere a sostanziali tagli del personale di terra e di volo e a riduzioni degli stipendi a cui si sono aggiunte le ovvie assenze per positività; ma ora che i numeri dei passeggeri sono tornati a quelli di prima della pandemia le compagnie si sono trovate con scarso personale e tempi di possibili riassunzioni troppo lunghi. Senza dimenticare che molti dei dipendenti licenziati hanno trovato, per fortuna loro, altri impieghi.

Il peggio deve ancora venire perchè sono moltissime le persone che scelgono l’agosto per andare in ferie e quindi vedremo passeggeri moltiplicati e sigle aeree assolutamente impreparate.

Va ricordato, inoltre, che per quanto riguarda l’Italia l’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) non ha alcun potere di intervento sulle società low cost.

Con questi chiari di luna è ovvio che si creeranno degli indicibili assembramenti ai banchi di partenza e che qualcuno, più sfortunato, resterà a terra. Partirà così la saga dei rimborsi che è dura da immaginare se già da ora le compagnie hanno l’acqua alla gola.

Pensiamo che il tempo dei voli low cost stia mostrando un fatale sfilacciamento.

Gli aumenti che colpiscono ogni settore e l’inflazione che corre porteranno ad un naturale aumento delle tariffe. Ryanair sostiene: “Prezzi destinati a salire almeno del 20% nei prossimi anni”.

D’altronde questa estate anomala può mettere nel suo bagaglio un’ulteriore anomalia che rende le vacanze ancor più amare: l’impennarsi dei prezzi e dei costi di qualsiasi bene o domanda, dall’ombrellone, all’albergo, dalla spesa, ai voli che in alcuni casi hanno visto un balzo anche del 120%.

Insomma un’estate che sognavamo rilassante e serena e che, invece, si sta dimostrando crudele e affannata.

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