Totti e Blasi come Diana e Carlo ma senza corona e trono

Improvvisamente e in piena campagna elettorale il Corriere della Sera si dedica all'ampia e lacrimosa intervista a Totti. Scivolone cultural/informativo del quotidiano che la dice lunga sui gusti letterari degli Italiani.

Quando gli amori finiscono si replicano tutti con le stesse modalità: le miserie, le piccolezze umane, le cattiverie e i rinfacci che coinvolgono tutto e tutto stravolgono trasformando carrozze, flash e lustrini in squallore puro.

Così è anche per la separazione/divorzio fra Totti e Blasi. Una tempesta vip che deve ancora e a lungo dare il suo peggio.

Volano gli stracci e tirano dentro illustri sconosciuti molto tatuati, parrucchiera confidente (e già questo inquadra il livello), Rolex fregati e borse occultate, uno scivolone che non avremmo sopportato nemmeno dalla coppia dei portinai di casa.

Ciò premesso il focus sul quale vorremmo soffermarci è il Corriere della Sera di domenica 11 settembre che dedica la prima pagina ad una fotona del Pupone e una doppia pagina all’interno dedicate all’intervista rilasciata da Totti al vicedirettore Aldo Cazzullo. Uno sfogo di rabbia e sentimenti che sicuramente ha fatto vendere qualche copia in più del quotidiano ma che, nello stesso tempo, evidenzia, senza ombra di dubbio, il livello di certa nostra stampa e del lettore medio. Una debacle cultural/informativa che fa venire i brividi e che apre le porte ad una serie infinita di repliche e di fiumi di inchiostro sprecati malamente.

E si perchè se Totti ha deciso di parlare per primo deve averne proprio fin sopra ai capelli e le repliche della Blasi non si faranno sicuramente attendere con, in più, tutto il veleno che covano i secondi.

Ci auguriamo che gli sfoghi e magari le lacrimucce della signora avvengano ben lontano dalla carta stampata per non doverci ritrovare a rimpiangere di aver comprato il giornale.

Forse i due ex vogliono ricalcare lo scambio molto discutibile che ci fu fra Diana e Carlo ma dimentichi, a causa del loro sfolgorante passato, che a Trigoria non ci sono nè corone nè troni.

Per par condicio, più che mai d’obbligo di questi tempi, dobbiamo ascoltare di corna fatte e restituite con enfasi e sollecitudine, di telefonini spiati e di cimici messe ovunque.

Ma perchè il quadro sia completo, ambo i contendenti si dipingono come ammirevoli genitori dediti solo all’amore e alla cura presente e futura dei pargoletti.

Una storia sempre uguale a se stessa, ripetuta a tutti i livelli e che non ci tocca nemeno di striscio

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