Ucraina: fuga con dignità e coraggio

Stiamo imparando dalla guerra Russia/Ucraina che tutto si può distruggere ma mai si può piegare la forza e il coraggio di un popolo nato per essere sovrano

Non dimenticheremo mai niente di questa assurda guerra.

Le immagini che continuano a scorrere senza soluzione  sui nostri schermi sono, si, testimonianze dal fronte ma anche e soprattutto della distruzione e la dispersione di un popolo.

Gli Ucraini come animali in gabbia cercano di fuggire in qualunque direzione che sembri il più lontana possibile da quelle sirene che annunciano il terrore.

Tutto si dimostra troppo fragile per quelle bombe, quei missili, quelle raffiche di mitra. Fragili sono le case, gli ospedali, i ponti, le strade. Fragili sono le persone che nell’affanno della fuga vengono falciate dai cecchini. E a terra, come in una insanguinata Pompei, restano inerti con accanto il nulla che rimane ad una vita da profugo: 1 borsone di plastica, 1 piccolo trolley, a volte uno straziante giocattolo.

Mamme e figli, vecchi, donne incinte, paralitici.

Una successione ininterrotta di fuggiaschi che sperano che il cielo sia per qualche attimo benigno. Intorno macerie, buche, fango, neve e altre migliaia di persone nei cui occhi riflettere tutta la propria paura e la propria disperazione.

Una crisi di rifugiati che non è paragonabile nemmeno a quella della seconda guerra mondiale.

Ogni giorno cercano di mettersi in salvo circa 150.000 esseri umani.

Eppure la cosa che più ci ha colpito di questa immensa folla è la compostezza, la dignità di chi, pur avendo perso tutto, non ha perso coraggio e una incredibile serietà e correttezza.

Gente con lo sguardo stanco e atterrito ma mai vinto. Gente che fugge ma solo per sopravvivere e tornare, poi, alla sua terra con le ferma volontà di ricostruire. Perché quella è la loro terra che hanno difeso negli anni e nelle negatività con fermezza e lavoro e anche se non c’erano o erano davvero troppo piccoli nessuno dimenticherà mai il sopruso compiuto da Stalin per affamare e impoverire l’Ucraina intera. Eppure anche dal quel lontano ’32-’33 questo popolo di ferro e fede in se stesso si è ripreso e ha riportato la vita dove si era imposto il vuoto.

Un’altra immagine tenera e indistruttibile che deve segnarci è quella delle persone in fuga con i propri piccoli animali: chi ha il cane al guinzaglio, chi in braccio e chi con una mano trascina il trolley e nell’altra regge il trasportino con il gatto o il canarino. Questo atto di profonda umanità ci dà la misura della fermezza e della peculiarità di quel popolo sovrano.

Il Cremlino può bombardare all’infinito ma la vera natura umana degli Ucraini nessuno e niente la potrà piegare.

Una forte lezione anche per noi Italiani che ad ogni vacanza ripetiamo il dannato rito dell’abbandono dei nostri amici animali.

Per 15 giorni di vacanza senza pensieri li sacrifichiamo sull’altare dell’autostrada. Gli Ucraini, invece, per una guerra che sta distruggendo tutto, li salvano e li proteggono consci che una fedeltà e un’amicizia siano fonte di una ricchezza inestimabile.

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