Vacanze, forzatura o realtà?

Tutti vanno in vacanza e noi ci aggreghiamo. Ma cosa rappresentano le vacanze se non una mistificazione della nostra solita vita.

Ed ecco che arriva la tanto favoleggiata legittimazione a partire.

Dopo aver a lungo sognato, è arrivato il momento di far le valigie.

Insomma è tempo di vacanza. Ce n’è per tutte le tasche e per tutte le voglie.

Ma son vacanze più anomale del solito perché partiamo con una certa dose di dubbio, se non di paura. Il Covid è ancora in cima ai nostri pensieri, la mascherina è sempre a portata di mano e il Green Pass, volenti o nolenti, fa parte del bagaglio.

Dicono i sondaggi che per questi mesi resteremo, praticamente, in Italia. In effetti dall’estero arrivano solo notizie poco  positive: caldo infernale, diluvi e tragedie, focolai di infezione proprio nei luoghi che la natura ha fatto incredibilmente belli e dove noi, da sempre, vorremmo andare. Quindi meglio stare quatti quatti a un tiro di schioppo da casa.

Ragion per cui la valigia non è così piena di novità comperate per l’occasione e magari lo shopping lo rimandiamo a un’altra volta.

Dopo tanti mesi di black out, di file per vaccinarsi, di noiosi blocchi sul divano di casa, ci è parso più che equo e meritato il sacrosanto riposo forzato delle ferie.

Si perché a pensarci bene le “vacanze” sono quasi una presa in giro, una breve rappresentazione di una vita magica e lontana anni luce dal solito tran tran ma, talmente limitata nel tempo da diventare un cortometraggio.

15 giorni (quando va bene) di ombrellone blu, di tuffetti e di apericena truffaldini che per un attimo ti fan sentire felice come una Pasqua e smodatamente spensierato e abbiente.

In realtà durante le vacanze ci sentiamo quello che non siamo e non saremo mai.

Un imbroglio che mai nessuno è riuscito a convertire in qualcosa di reale e incisivo.

Nella nostra immaginazione, se solo ci fermiamo un momento, riusciamo a vederci come ci guarderemmo dall’esterno: vestiti (o semivestiti) per recitare la parte dell’Italiano medio, felice, soddisfatto, arrivato al traguardo costruito con chimerica ansia.

Insomma stiamo per vivere un piccolo periodo ingabbiato fra due parentesi molto ravvicinate.

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