Vendemmia 2021 la festa che spacca il Centro

La festa della Vendemmia ('21) ha visto anni migliori. Questa volta si è giocato ai buoni e ai cattivi. Due strade illuminate a festa e tutto il resto del Tridentino buio e triste. Da piangere

Shopping, accoglienza e degustazione di vini.

Questo è l’input della manifestazione “Vendemmia di Roma 2021” e “fuori Vendemmia 2021“.

Tre motivazioni per far festa e unire brand del lusso con i loro prodotti, aperture con orari ben lontani dal solito ed etichette enologiche di alto livello. Un tris immancabile per i fortunati possessori degli inviti personali.

Purtroppo l’evento ha coinvolto una parte troppo piccola del centro dimenticando la grande rete di vie (e marchi) che rendono il Tridentino ineguagliabile.

Festa a Via Condotti e sporadicamente a p.zza di Spagna, via Borgognona e poco altro.

Il Fuori Vendemmia è stato uno sforzo voluto soprattutto da alcuni nomi delle vie intorno all’asse portante di Via Condotti.

E lì la festa c’è stata anche se in tono minore rispetto ad altri anni passati e le vetrine illuminate hanno richiamato i curiosi come il miele.

Ma diciamocela tutta: avrebbe potuto e dovuto essere un’occasione per portare il segno della tanto attesa ripartenza in tutto il Centro, capace di richiamare festaioli anche da altre zone della Città.

E invece, ecco un’altra occasione bucata in pieno, la Vendemmia si è ridotta, bene o male, ad un party per la sola via Condotti, già benedetta mercoledì sera da un red carpet trionfale con Quentin Tarantino.

Passare dalla festosità della grande strada al buio di via del Babuino o di altre vie è stato un pugno nell’occhio e ha penalizzato tanto lo “spettatore” quanto i grandi brand che, improvvisamente, sono diventati di 3° o 4° ordine.

Se festa deve essere bè che venga organizzata meglio cercando di radunare e dare visibilità ad un numero sempre maggiore di marchi e di strade.

Nell’uscire di casa per quella che immaginavamo una “maratona” festaiola ci aspettavamo ben altri coinvolgimenti e un passeggio davvero intrigante.

Non dimentichiamo che in contemporanea procede la Festa del Cinema e allora quale occasione migliore per fare del Centro Storico una boutique di feste e colori?

Ma quel che manca a Roma, ormai è storia vecchia, è la capacità e la volontà di fare rete, anzi nella Capitale impera il motto, tutto negativo: ognuno per sé.

E questa è la filosofia che porta alla contrazione del fascino del Tridentino.

Occorre invece che ogni strada abbia la propria efficiente associazione in grado, poi, di confluire in un unicum forte gestionalmente e politicamente capace di difendere e valorizzare tutto il Centro con grandi manifestazioni che raccolgano non solo i soliti iper brand (troppo facile!) ma tutto il tessuto urbano che forma il focus della Capitale.

Se intanto nascerà, per caso, il fatidico gruppetto “io non apro”, bè saranno fatti suoi ma intanto TUTTA la Città ne trarrà un grande beneficio, fosse anche per una sola serata

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