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Border, foto e recensione del piccolo capolavoro svedese

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di Chiara Laganà | 30/03/2019 ore 7:38

Border è al cinema dal 28 marzo distribuito da Wanted, PFA e Valmyn. Dopo aver stregato Cannes e aver guadagnato una nomination agli Oscar per il miglior trucco. Ispirato al racconto breve Gräns di John Ajvide Lindqvist, Border è un film totalmente differente e resterà nei vostri occhi per molto tempo.

Tina lavora in una dogana, è la migliore fra tutti gli agenti perché ha un fiuto particolare: riesce a scoprire quello che gli altri nascondono. Il suo fiuto viene messo a dura prova da uno strano personaggio Vore. Fra i due sembra nascere anche una certa attrazione, Tina scoprirà la vera identità di Vore e ri-scoprirà anche se stessa. 

Quello dell’identità è uno dei temi del film di Ali Abbasi, il regista di origine iraniana che rifiuta per il suo film alcune etichetta di genere. Abbasi sottolinea nel suo piccolo splendido film la sensazione che lui e molti altri hanno vissuto almeno una volta nella propria vita: l’essere outsider in una comunità chiusa. 

Un film incasellabile e per farlo Abbasi si è ispirato a Federico Fellini, in una storia che mette a contatto due mondi impossibili da riavvicinare quello dei “troll” e quello degli umani, da anni a farsi la guerra nelle storie tradizionali scandinave. C’è un confronto fra noi e loro e una persona che si sta riprendendo la propria identità.

In Border il contrasto fra la natura animale della foresta di muschi e licheni, l’unico posto in cui Tina e Vore possono veramente essere se stessi, e l’orrore delle case della città è netto e lo spettatore è il primo a chiedersi chi dei due gruppi sia il vero umano. 

Per Abbasi i “film sono uno specchio per riflettere la condizione umana” e il regista traduce questo concetto portando sullo schermo in una zona di confine fra umano e animale a ciò che ci rende animale o ciò che ci rende profondamente umani. Una natura senza filtri, selvaggia che attenta alla normalità con fiuti e rumori misteriosi e profondamente strani. Una razza umana degradata e degradante che è diventata sempre più una bruttissima copia della più disumana delle bestie. 

Tutte queste sensazioni sono portate sullo schermo nello splendido film di Abbasi, tenero, disturbante, spiazzante, selvaggio, emotivo e trasgressivo allo stesso tempo. È un inno d’amore per tutti coloro i quali almeno una volta si sono sentiti outsider o per tutti quelli che si sono sentiti male o rifiutati perché diversi. 

Border vi aspetta al cinema dal 28 marzo distribuito da Wanted, PFA e Valmyn.

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Chiara Laganà

Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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