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22/01/2019
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La donna elettrica, foto e recensione della favola eco islandese

di Chiara Laganà | 14/12/2018 ore 11:02

La donna elettrice è arrivato in sala, distribuito da Teodora Film, al film islandese presentato all’ultimo Festival di Cannes, dove ha vinto il premio del pubblico, è stato assegnato il premio Lux del Parlamento europeo (al quale concorreva anche Styx). La favola “ecologica” di Benedikt Erlingsson avrà presto un remake americano diretto e interpretato da Jodie Foster. 

La donna elettrica del titolo è Halla, un’eroina che ha scelto di combattere le multinazionali che stanno minando e distruggendo lo stupendo paesaggio islandese. Per farlo Halla è pronta a tutto: al posto del mantello indossa un lopapeysa, il tradizionale maglione islandese, e armata di arco distrugge tutti i tralicci dell’energia elettrica che stanno distruggendo lo stupendo paesaggio islandese. Fra una lezione di coro e una chiacchiera con la sorella gemella Asa, Halla scoprirà che sta per diventare madre, questa notizia rallenterà la sua lotta oppure no?

Benedikt Erlingsson torna a raccontare (sempre in coppia con il co-sceneggiatore Ólafur Egil Egilsson) una splendida storia con la natura protagonista dopo aver incantato con il suo Storie di cavalli e di uomini, un film che è legato a La donna elettrica, titolo originale Woman at War, permeati entrambi dall’idea che i diritti della natura sono gli stessi di quelli umani. Le questioni ambientali non possono e non devono rimanere inascoltate o inattese ed è questo uno dei messaggi inviati dallo splendido La donna elettrica. 

A interpretare l’eroina del film, l’attrice islandese Halldóra Geirharðsdóttir, un’amica d’infanzia del regista, il suo nome non è stato scelto a caso visto che Halla e il marito Eyvindur sono stati gli ultimi fuorilegge d’Islanda e le loro storie fanno parte del patrimonio storico islandese. “Vittima” della lotta di Halla è un ignaro turista sudamericano che viene costantemente arrestato al suo posto, è Juan Camillo Román Estrada una vecchia conoscenza del cinema di Erlingsson visto che era stato già “utilizzato” nel film precedente. 

La donna elettrica è un film difficilmente etichettabile: è una commedia, un film drammatico, un eco-thriller reazionario e anti-conformista e forse la definizione più giusta è quella scelta dallo stesso Erlingsson, una fiaba. È una fiaba moderna con una donna protagonista (non più giovanissima e già solo per questo La donna elettrica andrebbe visto), una guerrigliera coraggiosa che combatte per quello che ha di più caro e che senza il suo aiuto è indifeso: il patrimonio naturale e la natura minacciate dal progresso industriale. Il film ha un punto di svolta quando la lotta di Halla è rallentata dalla notizia che sta per diventare madre, Halla dovrà quindi prendere la decisione di diventare mamma o continuare a lottare per la sua Islanda. 

A fare da cornice al piccolo splendido film di Erlingsson la musica, Halla è costantemente accompagnata da una colonna sonora che ne sottolinea emozioni e turbamenti, ogni singola decisione che prende la protagonista ha un accompagnamento musicale e di un coro ucraino. Halla non è sola nella sua lotta, non è un semplice Don Chisciotte che combatte contro immaginari mulini al vento, è pronta a regalare di nuovo al pubblico e a se stessa un’armonia totale con il paesaggio circostante e per farlo utilizzerà anche la sua “personalissima” colonna sonora, usata dal regista come un “daimon” della tradizione dell’antica Grecia.

La donna elettrica probabilmente può solo essere un film islandese, la fotografia di Bergsteinn Björgúlfsson rende giustizia ai paesaggi incontrastati e puri della piccola e magnifica isola del Nord Europa, motivando – se ce ne fosse ancora bisogno – ancora di più la lotta di Halla: quello in cui viviamo è un mondo splendido e dobbiamo combattere per tenerlo in vita, proprio come Halla. 

Lo splendido La donna elettrica vi aspetta al cinema distribuito da Teodora Film, non perdetevelo!

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A proposito dell'autore

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Chiara Laganà

Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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