Entrano nel vivo le indagini della Procura di Roma sulla strage di Crans-Montana, l’incendio scoppiato la notte di Capodanno nella discoteca Le Constellation che ha provocato 40 morti e 116 feriti. Due i principali atti d’inchiesta avviati nelle ultime ore: l’autopsia su Riccardo Minghetti, 16 anni, romano, e una rogatoria internazionale indirizzata alle autorità svizzere.
Lunedì mattina, negli uffici della Procura di piazzale Clodio, è stato conferito l’incarico al professor Antonio Oliva, ordinario di medicina legale all’Università Cattolica, per eseguire l’autopsia sul giovane, una delle sei vittime italiane del rogo. Gli accertamenti sono iniziati con esami radiologici preliminari al Policlinico Gemelli e proseguiranno con il coinvolgimento di un’équipe di specialisti per chiarire le cause del decesso.
Parallelamente, i magistrati romani hanno avviato la procedura di rogatoria internazionale per acquisire atti e documenti raccolti in Svizzera e coordinare le indagini. Nei prossimi giorni è attesa anche l’iscrizione nel registro degli indagati dei coniugi Moretti, già sotto inchiesta dalle autorità elvetiche. In Svizzera, intanto, il Tribunale di Sion ha convalidato per tre mesi la custodia cautelare di Jacques Moretti, proprietario del locale, per il rischio di fuga.
Proseguono anche gli accertamenti nelle altre procure italiane coinvolte: a Genova l’autopsia su Emanuele Galeppini, 16 anni, è fissata per il 20 gennaio; a Bologna è stata disposta la riesumazione del corpo di Giovanni Tamburi, mentre restano sospese le tumulazioni di Chiara Costanzo e Achille Barosi.
Sul fronte sanitario, resta grave la situazione dei giovani rimasti feriti. Molti sono ancora ricoverati in rianimazione per ustioni estese e danni polmonari causati dall’inalazione di fumi tossici. Tuttavia, arrivano anche segnali incoraggianti. “Ci sono due o tre situazioni molto migliorate – ha dichiarato Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, all’uscita dall’ospedale Niguarda – e un ragazzo è fuori pericolo, anche se il percorso di cura resta lungo e complesso”.
Attualmente sette giovani sono in rianimazione intubati e cinque sono ricoverati al Centro grandi ustionati. Le prognosi restano riservate.