L’agricoltura laziale sta vivendo una vera e propria rivoluzione generazionale e occupazionale, secondo i dati resi noti da Confeuro. La regione registra un boom di giovani under 40 che scelgono la terra: il 41,9% del totale degli agricoltori ha meno di 40 anni, posizionando il Lazio tra le realtà italiane con la più alta percentuale di giovani impegnati nel settore primario.
Un dato che si sposa con la crescita occupazionale registrata nel 2024: gli operai agricoli dipendenti sono aumentati del 7,6%, passando da 43.693 a 47.034 unità. Un tasso di crescita quasi triplo rispetto alla media nazionale (+2,4%), che segna un’inversione di tendenza positiva per il settore. A questi si aggiungono i 23.681 lavoratori autonomi, suddivisi tra 14.562 uomini e 9.119 donne, che rappresentano la spina dorsale dell’imprenditoria agricola regionale.
Il presidente di Confeuro, Andrea Tiso, analizza il fenomeno: “Stiamo assistendo a un settore in fermento, con dinamiche vitali sul fronte del lavoro dipendente e della presenza giovanile. È un segnale importante per il futuro dell’agricoltura laziale”.
Il quadro complessivo mostra un settore in trasformazione. Sul fronte delle imprese, dopo anni di stabilità tra il 2019 e il 2021, si è registrato un calo fino a 7.544 aziende nel 2023, ma già nel 2024 si è invertita la tendenza con un recupero a 7.768 imprese. Un balzo in avanti di oltre 200 unità in un solo anno, in controtendenza rispetto al trend nazionale che continua a mostrare un calo (-1,1%).
Restano però le preoccupazioni per il ricambio generazionale. Le imprese guidate da giovani sono infatti diminuite drasticamente, passando da 3.561 nel 2018 a 2.913 nel 2023, con una riduzione del 18,2%. “Questo calo potrebbe indicare difficoltà nel ricambio imprenditoriale”, avverte Tiso.
Secondo l’analisi di Confeuro, l’agricoltura laziale sta vivendo una fase di riorganizzazione: “Da un lato una lieve contrazione del numero delle imprese, dall’altro un significativo miglioramento nella competitività e proiezione internazionale. Ci sono meno aziende ma con un valore aggiunto maggiore”.
Per la Confederazione, la sfida del futuro è proprio quella di rafforzare il legame tra giovani e agricoltura: “Significa sostenere l’Italia come eccellenza agroalimentare internazionale e valorizzare produzioni di qualità, nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza alimentare. È fondamentale comunicare efficacemente ai giovani le opportunità offerte dal comparto agricolo”.