Roma pare averci preso gusto nella progettazione e realizzazione di nuove metropolitane. L’inaugurazione delle fermate di Colosseo e di Porta Metronia della Metro C rappresentano un tassello importante. Ancor più rilevante, però, è lo sguardo rivolto al futuro, visto che l’apertura dei cantieri della tratta T1 – Auditorium e Farnesina – è prevista entro luglio di quest’anno mentre sono già stati già aperti i cantieri della nuova tratta T2 della linea C con le 4 fermate Chiesa Nuova, Piazza Pia, Ottaviano e Mazzini. Obiettivo: concludere i lavori entro il 2036, ovvero tra dieci anni. Se il termine-lavori può sembrare ottimistico, piuttosto realista è la visione prospettata dal Comitato MetroXRoma riguardo un futuro ‘su ferro’ di Roma che possa far leva – ancora una volta – su finanziamenti statali. Il fondo del ragionamento è il seguente: se la Capitale è stata così abile nel convogliare con destrezza e rapidità i fondi della Metro C su cantieri aperti poi a stretto giro, perché non puntare sulla prossima Legge di Bilancio per concretizzare nuove tratte e stazioni?
Il comitato individua due progetti, scelti tra i tanti perché avrebbero una buona possibilità di ricevere un finanziamento statale.
Il primo, è un prolungamento della Linea C da Teano a Togliatti (C1).
L’idea della C1 risale al 2003 e prevede una deviazione della Linea C, in stile B1, che da Teano portasse a Ponte Mammolo tramite Serenissima, Forte Prenestino, Togliatti e Colli Aniene. La revisione proposta prevede, invece, una limitazione della C1 a Togliatti. Gli studi sui flussi di traffico indicano infatti che la domanda maggiore si concentra tra Teano e Togliatti, mentre il tratto verso Ponte Mammolo presenta prospettive di utilizzo più contenute. La fermata Togliatti potrebbe inoltre diventare un importante nodo di interscambio: qui potrebbero convergere diverse linee ferroviarie regionali e interregionali che percorrono il corridoio dell’A24, oltre ai treni della linea FL2, la cui frequenza potrebbe aumentare fino a tre corse l’ora per direzione. Questo consentirebbe di creare un hub integrato tra ferrovia, metropolitana, tranvia e autobus a media e lunga percorrenza. Dal punto di vista economico, il lotto Teano–Togliatti (C1A) avrebbe un costo stimato di circa 700 milioni di euro. Considerando anche l’acquisto di nuovi treni necessari a incrementare la frequenza fino a due minuti sulla tratta principale — saturando il deposito previsto per 46 convogli — l’investimento complessivo arriverebbe intorno a un miliardo di euro.
In sintesi, un primo intervento limitato a Togliatti — tre stazioni e circa 3 km di galleria a doppio binario — sarebbe relativamente sostenibile e permetterebbe comunque di intercettare una quota significativa di domanda, con benefici per la mobilità non solo di Roma ma dell’intera area metropolitana e dei collegamenti verso l’Abruzzo.
Il secondo progetto è il prolungamento della Linea A verso Torrevecchia, includendo anche la nuova stazione di Bembo. Qua, spiega il comitato, il progetto è più indietro rispetto a quello di Teano e Togliatti perché mancherebbe ancora il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica fondamentale per capire il costo dell’opera.
Sullo sfondo resta l’esigenza di programmare tempestivamente e in anticipo le indagini archeologiche per farsi trovare pronti a cogliere le opportunità che provengono dai fondi statali. E questo vale per i progetti appena descritti, per l’eventuale prolungamento Rebibbia-Setteville e soprattutto per il progetto più ambizioso del tpl capitolino, ovvero la Metro D.