A Roma sono state progettate diverse ciclabili negli ultimi 10 anni. Soprattutto sotto la guida di Virginia Raggi, molte strade di Roma – Nomentana, Prenestina, Tuscolana, Via Taranto, solo per citarne alcune – hanno visto sorgere al proprio lato destro una corsia dedicata alle biciclette. Tra tutte, quella che ha suscitato maggiori polemiche è certamente la super-ciclabile del Municipio VII, quella che percorre quasi interamente via Tuscolana da San Giovanni a Subaugusta. Un po’ per la difficoltà del romano medio ad accettare un’erosione dello spazio vitale delle automobili, un po’ per alcune difficoltà oggettive che riguardano la viabilità – soprattutto tra Santa Maria Ausiliatrice e Arco di Travertino, direzione Castelli Romani – quella sulla Tuscolana è una delle ciclabili più complesse di Roma, avversate da una parte della cittadinanza e complicata da percorrere per i ciclisti. Ciclisti spesso costretti ad improbabili slalom per evitare macchine parcheggiate sulla pista o concentrati a schivare vetri e immondizia intorno ai cassonetti. Ma il vero punto critico, a nostro avviso, è un altro e si trova sotto al ponte della Stazione Tuscolana. Si tratta di un’area che presenta da anni criticità di ogni genere, dagli allagamenti durante gli acquazzoni romani a una viabilità molto complicata che riguarda ciclisti e pedoni.
I primi, costretti a pedalare in una sede non protetta, spesso invasa dagli scooter che fanno zig-zag tra le autovetture. I secondi, obbligati a camminare su una strettoia dove riesce a passare solo una persona per volta, a meno che l’altra non si accosti con la schiena al muro. Per non parlare di due passeggini o carrozzelle che si incrociano a metà percorso: uno dei due è costretto a tornare indietro per lasciare il passo all’altro. Insomma, non il massimo.
Eppure questa situazione poco edificante per tutti si potrebbe risolvere con un intervento in grado di fare contenti pedoni, biciclette senza togliere spazio al traffico di bus, scooter e automobili.
L’intervento consisterebbe nell’eliminazione del marciapiede e nella creazione di un passaggio promiscuo per bici, pedoni e monopattini, ovviamente spostando anche la ringhierà protettiva ai confini con la sede stradale dedicata alle autovetture. I benefici dell’intervento sarebbero molteplici: la possibilità (finalmente) per i pedoni e per chi abbia mobilità ridotta di poter attraversare agevolmente il sottopassaggio, per le biciclette una maggiore sicurezza e poi un più logico sbocco sulla prosecuzione della ciclabile e l’istallazione di caditoie orizzontali in grado di drenare più velocemente l’acqua che si accumula sotto al ponte durante i temporali.
Come potrebbe essere:

Com’è adesso:
