Il laghetto dell’Eur è uno dei luoghi più amati dai romani. Entro la fine del 2027, dopo un intervento da 7,9 milioni di euro, gli ottantacinquemila metri quadrati di specchio artificiale inaugurato nel 1961, nel cuore del quartiere razionalista voluto dal fascismo per l’Esposizione Universale, mai realizzata, diventeranno balneabili, e torneranno fruibili, prima per le competizioni sportive poi, forse, per tutti. Il cantiere, riferisce Eur SpA, procede con qualche mese di anticipo rispetto alla tabella di marcia originaria.
Il progetto – spiega il dorso romano de La Repubblica – vale 7,9 milioni di euro, di cui 3,5 destinati ad analisi, studi e alla delicata operazione di rimozione dei sedimenti accumulati sul fondo del bacino. Un intervento lungo e complesso, che occuperà l’intero corso del 2027. Acea Infrastructure ha già completato la fase di analisi delle acque, ora si lavora all’iter autorizzativo per avviare i lavori veri e propri.
A tracciare il percorso è Claudio Carserà, amministratore delegato di Eur SpA – società controllata per il 90% dal ministero dell’Economia e per il 10% dal Comune di Roma. L’obiettivo, ha spiegato, non è solo tecnico: “Il parco centrale dell’Eur con il giardino delle cascate e il lago artificiale rappresentano uno dei gioielli più preziosi dell’architettura verde del Novecento”. Restituire al laghetto acque pulite significa restituire alla città un pezzo del suo patrimonio.
Vale però la pena chiarire che cosa si intende per balneabile, perché l’immagine dell’asciugamano steso sull’erba e del tuffo improvvisato non è esattamente quella che hanno in mente i progettisti. Il laghetto dell’Eur punta a diventare un campo di gara per competizioni sportive di livello, anche internazionale: bracciate da atleta, non nuotate domenicali. Almeno in una prima fase. In futuro, non è escluso che l’area si apra anche alla balneazione libera, trasformandosi in una grande piscina urbana a cielo aperto per romani e turisti. Ma per ora l’orizzonte è quello agonistico.
Una certezza, però, Eur SpA la offre volentieri: le paperelle resteranno. Anzi, saranno le prime a beneficiare dell’acqua più pulita e le uniche a potersi tuffare senza restrizioni, in ogni stagione, con il privilegio silenzioso di chi abita davvero quel posto.