È un documento durissimo quello elaborato da uno dei più importanti comitati che si occupano di mobilità capitolina. Fermo nei toni, duro nei contenuti e di enorme rilievo per via del carattere apartitico di MetroXRoma, collettivo di esperti che da anni promuovono lo sviluppo ‘su ferro’ della Capitale. Il documento è molto articolato ma la conclusione semplice è impietosa: la giunta guidata da Roberto Gualtieri sul tema delle tranvie è stato un disastro.
Secondo MetroXRoma, a quattro anni e mezzo dall’elezione del sindaco il bilancio della politica capitolina sui tram sarebbe infatti “estremamente negativo”. In una lunga nota diffusa nelle ultime ore, il comitato parla di una “sequenza di occasioni perse, rinvii e passi indietro” che dimostrerebbe come l’amministrazione non abbia mai realmente creduto nel rilancio della rete tranviaria romana, nonostante la disponibilità di fondi ordinari e risorse del Pnrr.
Per il comitato, il primo segnale sarebbe arrivato già nel 2022 con la rinuncia alla cosiddetta “tranvia dei Fori”, il prolungamento del tram 8 da piazza Venezia a piazza Vittorio attraverso via dei Fori Imperiali. Un progetto che, ricorda il comitato, aveva già ottenuto il via libera tecnico e i pareri favorevoli degli enti competenti, compresi quelli archeologici e paesaggistici. L’opera venne però accantonata dal Campidoglio perché ritenuta troppo complessa. Una scelta che, secondo gli attivisti, avrebbe mostrato la volontà politica di evitare contrasti con il fronte dei residenti e dei comitati contrari ai cantieri.
Nel documento si sostiene che, da allora, l’amministrazione abbia sempre scelto “la strada meno conflittuale”, rinviando o ridimensionando gli interventi più delicati. MetroXRoma ricorda che il programma elettorale di Gualtieri prevedeva, entro il Giubileo 2025, la realizzazione delle linee Termini-Vaticano-Aurelio, Togliatti, Verano-Tiburtina e Termini-Giardinetti, oltre all’avvio di ulteriori tratte previste dal Pums, come quella per Corviale. Ad oggi, spiegano, nessuna di queste opere è stata completata e molte sono in alto mare.
Tra i casi citati c’è quello della tranvia Togliatti, definita “la linea simbolo della cura del ferro”, ma ancora segnata da ritardi e cantieri incompleti. Critiche anche per la Verano-Tiburtina, descritta come “una scenografia di cantiere senza il cantiere”, con strade chiuse e recinzioni presenti da mesi ma attività ridotte al minimo. Sulla Termini-Giardinetti-Tor Vergata, invece, il comitato sottolinea come si sia arrivati soltanto ora alla gara, mentre nel frattempo la linea storica è stata chiusa senza un piano transitorio per gli utenti.
Particolarmente duro il giudizio sulla TVA, la Termini-Vaticano-Aurelio, considerata da MetroXRoma l’emblema dell’immobilismo amministrativo. Finanziata già nel 2019 e indicata come una delle opere simbolo del Giubileo, la linea non ha ancora un progetto esecutivo approvato. Nel frattempo, sostiene il comitato, il Comune avrebbe perso 72 milioni di euro destinati al ramo verso via Nazionale e Termini. Una vicenda che MetroXRoma attribuisce non a problemi tecnici, ma alla scelta politica di rinviare i cantieri più impattanti per evitare polemiche e tensioni sulla viabilità del centro.
Le critiche si estendono anche alla gestione della rete esistente. Il comitato denuncia una “continua sequenza di chiusure, limitazioni e sospensioni” che avrebbe reso il servizio sempre meno affidabile. Tra gli esempi citati c’è il tram 19, sospeso durante la pedonalizzazione di via Ottaviano, e la linea Termini-Centocelle, chiusa dopo un incidente senza che fosse pronta un’alternativa immediata. Qui, MetroXRoma, accusa il Campidoglio di non aver compreso l’importanza della continuità del servizio e di aver chiuso dalla sera alla mattina una ferrovia strategica per un interno quadrante cittadino
Nella parte finale della nota, il comitato sostiene che Roma disponga già di finanziamenti, progetti e consenso pubblico sufficienti per ampliare la rete tranviaria. A mancare, conclude MetroXRoma, sarebbe la volontà politica, accusando l’amministrazione di aver preferito evitare lo scontro con le resistenze cittadine anziché assumersi il peso delle trasformazioni urbane necessarie per il rilancio del trasporto pubblico.