Ci si emoziona con poco, verrebbe da dire osservando le reazioni che si sono registrate a seguito della comparsa – sulla litoranea Ostia-Torvaianica – di cartelli stradali che indicano di prestare attenzione ai ciclisti su strada. Eppure quei cartelli (che molti automobilisti non guarderanno mai, intenti a sfrecciare tra i Cancelli e Capocotta) testimoniano la presa d’atto da parte delle amministrazioni romane e pometine che quello dei ciclisti sul litorale è ormai un fenomeno consolidato e sempre più rilevante. Un fenomeno che va governato e gestito con rigore e serietà.

Questo cartello ha avuto il merito di riaprire l’annoso dibattito su una di quelle idee che sul litorale romano tornano periodicamente a galla: una ciclabile (o ciclopedonale) tra Ostia e Torvaianica
Piace ai ciclisti, piace a chi si occupa di mobilità sostenibile e piace anche a una parte delle amministrazioni locali, che da anni immaginano un collegamento continuo lungo la costa. Ma ogni volta il progetto si scontra con lo stesso problema, ovvero il tratto più bello della costa è anche quello maggiormente complesso per realizzare una ciclabile.
Parliamo della Litoranea tra Castel Porziano e Capocotta, dove la strada corre tra il mare e la tenuta presidenziale. Un tratto frequentatissimo durante tutto l’anno da ciclisti amatoriali, sportivi e gruppi organizzati, ma privo di una vera infrastruttura dedicata sia per i ciclisti che per i pedoni. Qui il traffico automobilistico convive da sempre con le biciclette in condizioni spesso complicate, soprattutto nei mesi estivi.
Già oltre quindici anni fa la Federazione Ciclistica Italiana del Lazio aveva chiesto la realizzazione di una pista ciclabile lungo la Litoranea, arrivando a rivolgere un appello direttamente al Quirinale. L’ipotesi era quella di recuperare alcuni metri lungo il confine della tenuta di Castelporziano per ricavare un corridoio protetto destinato alle biciclette. Una proposta che però non ha mai trovato uno sviluppo concreto.
Negli anni successivi il progetto è rimasto sullo sfondo, mentre sia Ostia sia Pomezia hanno sviluppato tratti ciclabili separati, senza però riuscire a creare una connessione continua tra i due territori.
Sul fronte romano, gli interventi si sono concentrati soprattutto sul lungomare di Ostia. Negli ultimi anni sono stati realizzati e ampliati diversi segmenti ciclabili fino all’area di Castel Fusano e di Castel Porziano, con l’obiettivo dichiarato di costruire una rete sempre più estesa lungo il mare. L’inaugurazione del nuovo tratto sul lungomare ha riportato al centro il tema del collegamento verso sud, considerato da molti il passaggio necessario per completare il sistema ciclabile costiero.
Il Municipio X ha più volte inserito il tema della mobilità ciclabile tra le priorità del litorale. Negli ultimi mesi sono partiti lavori sulla SP601 legati alla sicurezza dei ciclisti, con nuova segnaletica e interventi di moderazione del traffico. Un’operazione che viene letta come il primo tassello di una strategia più ampia che guarda proprio alla direttrice Ostia-Torvaianica.
Dall’altra parte del confine amministrativo, anche Pomezia ha investito negli ultimi anni su piste ciclabili e percorsi pedonali. Nel 2020 il Comune ha avviato diversi interventi tra Torvaianica e il centro urbano, mentre successivamente sono arrivati progetti di rigenerazione che comprendono nuovi tratti ciclabili verso Torvaianica Sud e il collegamento con le aree limitrofe.
L’obiettivo, almeno nelle intenzioni delle amministrazioni che si sono succedute, è quello di costruire progressivamente una dorsale costiera. Non a caso negli ultimi anni Pomezia ha inserito nei programmi di riqualificazione del litorale opere legate alla mobilità dolce, al completamento dei marciapiedi e alla connessione tra le varie zone della costa.
Il punto è che il tratto decisivo resta quello compreso tra Ostia e Torvaianica. Ed è proprio lì che emergono le criticità maggiori.
La prima riguarda la macchia mediterranea. In diversi punti la vegetazione arriva a ridosso della carreggiata e l’area ricade in un contesto ambientale particolarmente delicato. Realizzare una pista ciclabile tradizionale significherebbe inevitabilmente confrontarsi con vincoli paesaggistici, autorizzazioni ambientali e possibili interferenze con habitat protetti.
La seconda questione è quella della tenuta presidenziale di Castelporziano. Per chilometri la Litoranea costeggia uno dei complessi naturalistici e istituzionali più importanti d’Italia. Qualunque intervento dovrebbe quindi ottenere una serie di autorizzazioni che finora hanno sempre rappresentato uno degli ostacoli principali alla realizzazione dell’opera.
Eppure il tema continua ad essere caldissimo, anche perché nel frattempo il quadro generale sta cambiando. Pomezia guarda a collegamenti ciclabili sempre più estesi verso Ardea e Anzio, mentre sul versante romano prosegue il rafforzamento della rete lungo il mare e verso la Regina Ciclarum. L’idea di una continuità ciclabile lungo tutto il litorale laziale non è più considerata soltanto una suggestione da associazioni e appassionati, ma un obiettivo che compare sempre più spesso nei documenti di pianificazione e nei programmi delle amministrazioni locali.
Per questo la tratta Ostia-Torvaianica continua a essere vista come l’anello mancante, il segmento che permetterebbe di unire percorsi già esistenti o in fase di progettazione e trasformare la costa romana in un unico asse ciclopedonale.