Roma: aggiornata la mappa dei quartieri, raddoppiati in 50 anni da 165 a 332

a cui si aggiungono 22 rioni e 100 zone funzionali.

Sono raddoppiati, in cinquant’anni, i quartieri di Roma. Erano 165 nel 1977 e venivano chiamati “zone urbanistiche” durante la consiliatura di Giulio Carlo Argan. Erano 300 nel 2008 quando uno studio del Cresme delineò le “micro-città” all’interno della Capitale. Oggi sono 332 i quartieri urbani della Città eterna, a cui si aggiungono 22 rioni e 100 zone funzionali. È quanto emerso dall’aggiornamento della mappa della Capitale realizzata dall’ufficio Partecipazione e Quartieri di Roma, guidato da Andrea Catarci, e presentata oggi in Campidoglio alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e del coordinatore del gruppo di lavoro scientifico Salvatore Monni. La mappa è stata inserita in una delibera che ora sarà sottoposta al voto dell’Assemblea capitolina. “Ci consentirà di avere dati dettagliati su istruzione, demografia, densità abitativa, condizioni sociali ed economiche, quartiere per quartiere, superando la logica della media di Municipio, tenendo conto che ci sono Municipi molto estesi, come il settimo, che abbracciano quartieri molto differenti come San Giovanni e Morena”, ha spiegato Catarci. Rispetto alla capacità attuale dei Municipi di gestire la crescita urbanistica e democratica e a un’eventuale necessità di incrementarne il numero, Catarci ha chiarito: “I Municipi sono sempre pochi. Questo studio non contempla la possibilità di aumentare i Municipi, provvedimento per cui ci vuole tutto un altro percorso amministrativo. L’ultimo, in questo senso, è stato quello adottato dall’ex sindaco Alemanno che ha ristretto il numero da venti agli attuali 15. Mi permetto di dire che ce ne vorrebbero il doppio, ovviamente riconducendoli sempre a un’unità all’interno degli indirizzi del Campidoglio. Questa mappa, però, non si occupa di questo pur fornendo gli strumenti per leggere questa complessità: è una mappa fatta per cooperare e non per mettere steccati e confini”.

La nuova mappa è stata realizzata attraverso un percorso di collaborazione che ha coinvolto i Municipi, le università, l’Istat, le associazioni, i comitati e migliaia di cittadine e cittadini. La definizione dei quartieri è stata realizzata integrando ricerca scientifica e partecipazione civica, mettendo insieme fonti storiche, urbanistiche e statistiche con le identità e le percezioni delle comunità locali attraverso un percorso di confronto e co-progettazione. “Compiamo un passo importante per conoscere meglio Roma e governarne il futuro – ha spiegato il sindaco Roberto Gualtieri -. La città è profondamente cambiata negli ultimi decenni e oggi si dota finalmente di uno strumento capace di leggere le trasformazioni che hanno interessato i territori e le comunità. Conoscere meglio la città significa programmare meglio gli interventi, distribuire con maggiore efficacia risorse e servizi e rafforzare le politiche di prossimità, valorizzando al tempo stesso le identità dei quartieri e il senso di appartenenza delle cittadine e dei cittadini”.

L’atto, approvato dalla giunta capitolina, adesso sarà sottoposto al vaglio dell’Aula Giulio Cesare: “Dopo oltre cinquant’anni – ha spiegato la presidente dell’Assemblea capitolina, Svetlana Celli – abbiamo finalmente una rappresentazione aggiornata, capace di rappresentare la città reale e di offrire strumenti più efficaci per governarne la complessità. Ora l’Assemblea capitolina è pronta a fare la sua parte affinché la delibera venga esaminata e approvata rapidamente. È un provvedimento che guarda al futuro di Roma e che merita tempi certi. La nuova mappa di Roma è il riconoscimento delle identità che nel tempo si sono consolidate nei territori e uno strumento fondamentale per costruire politiche pubbliche più giuste, più efficaci e più vicine ai bisogni delle persone. Questo lavoro è il risultato di un percorso partecipato che ha saputo mettere insieme competenze scientifiche e conoscenza dei territori. Roma, per dimensione, estensione e popolazione, è tante città in una sola, una metropoli che richiede politiche capaci di tenere insieme centro e periferie, prossimità e visione strategica, valorizzando le caratteristiche e le potenzialità di ogni quartiere e di ogni comunità”.

Per il professore Monni: “La nuova mappa dei quartieri urbani è il risultato dell’incontro tra ricerca scientifica e partecipazione civica. Un lavoro che non sarebbe stato possibile senza il contributo delle università, dell’Istat, dei Municipi, delle associazioni, dei comitati di quartiere e delle migliaia di cittadine e cittadini che hanno condiviso conoscenze, osservazioni e proposte. A tutti loro va il mio più sincero ringraziamento. Il risultato è uno strumento che restituisce una rappresentazione più fedele della Roma di oggi e che aiuterà a conoscere meglio la città e a programmare con maggiore efficacia servizi e politiche pubbliche”.

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