Tavolini abusivi a via dei Chiavari, Azione all’attacco: “Zona degradata, topi e senzatetto tra le occupazioni fantasma”

Per gli esponenti del partito di Carlo Calenda, quello di via dei Chiavari non è più un semplice caso di burocrazia lenta, ma una questione che chiama in causa direttamente la volontà politica dell'amministrazione municipale

C’è un’ordinanza del Tar del Lazio, la n. 3916 del 16 luglio scorso, che ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da un ristorante di via dei Chiavari contro il rigetto, da parte di Roma Capitale, della sua richiesta di occupazione di suolo pubblico. Eppure, a quasi due mesi da quella pronuncia, i tavolini contestati sarebbero ancora lì, al loro posto, in barba a quanto stabilito dalla giustizia amministrativa. È quanto denunciano in una nota i consiglieri di Azione nel Municipio Roma I, Giuseppe Lobefaro, Maurizia Cicconi e Sofia De Dominicis, che tornano a sollevare un caso già portato all’attenzione dell’amministrazione con un’interrogazione depositata a giugno.

“Sono passati quasi due mesi dall’ordinanza del Tar Lazio che ha respinto la sospensiva chiesta dal ristorante di via dei Chiavari contro il rigetto dell’occupazione di suolo pubblico da parte di Roma Capitale, e tre mesi dalla nostra interrogazione sul degrado e le occupazioni abusive della strada – scrivono i tre consiglieri -. Eppure i tavolini abusivi sono ancora al loro posto. L’ufficio tecnico del Municipio, che dovrebbe procedere allo sgombero, continua a rinviare l’intervento”.

Il problema, secondo Azione, non sarebbe rimasto confinato a una questione di legittimità amministrativa, ma si sarebbe trasformato in un caso di degrado urbano vero e proprio. “La situazione è degenerata – proseguono i consiglieri -. I residenti ci segnalano che lo spazio occupato dai tavolini è diventato, di notte, un giaciglio per persone senza dimora, e che i topi vi circolano ormai stabilmente. Chi vive nel rione è esasperato: assiste ogni giorno a un’illegalità certificata da un giudice e tollerata da chi dovrebbe farla cessare”.

Per gli esponenti del partito di Carlo Calenda, quello di via dei Chiavari non è più un semplice caso di burocrazia lenta, ma una questione che chiama in causa direttamente la volontà politica dell’amministrazione municipale. “Non si tratta più di un problema amministrativo, ma di una scelta politica – sottolineano -. La Presidente del Municipio I ha il dovere di garantire che gli uffici diano esecuzione ai provvedimenti di Roma Capitale, confermati dal Tar. Ogni giorno di ritardo è un messaggio a tutti gli esercenti del rione: le regole valgono solo per chi le rispetta spontaneamente”.

Non è la prima volta che Azione porta la questione all’attenzione pubblica: dopo la denuncia di giugno, a luglio il gruppo aveva depositato una risoluzione per chiedere la verifica di tutte le occupazioni di suolo pubblico presenti nel territorio del Municipio I. “Oggi lo ripetiamo – concludono Lobefaro, Cicconi e De Dominicis -: chiediamo alla presidente di fissare pubblicamente una data per lo sgombero di via dei Chiavari, di disporre un intervento immediato di derattizzazione e pulizia dell’area e di riferire in Consiglio sulle ragioni di un ritardo che non ha più alcuna giustificazione”.

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