Una novità nel tracciato e tanti soldi chiesti dal Campidoglio al MIT per realizzare l’ultima grande fatica della mobilità ‘su ferro’ della Capitale. A fare il punto sulla Metro D di Roma à l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patané, che ha ribadito l’importanza della nuova linea per l’amministrazione Gualtieri e ha lanciato una piccola bomba nel dibattito pubblico: i cantieri della metropolitana dovrebbero partire tra 5 anni. “La linea D è il più importante impegno che prendiamo con i romani per i prossimi cinque anni – spiega Patané – Abbiamo chiesto al Mit 174 milioni per la progettazione definitiva della prima fase funzionale e il Ministero ha già contattato i nostri tecnici”.
La priorità indicata dal Campidoglio è la realizzazione della prima tratta funzionale, che dovrebbe partire dall’area di Nomentana, dove è previsto il deposito dei treni, e svilupparsi verso sud collegando quartieri densamente abitati e nodi di interscambio con la rete esistente. Nel quadro illustrato dall’assessore, la linea partirà da Nomentana, incrocerà la linea B all’altezza di Jonio e raggiungerà Val d’Ala, dove è previsto il collegamento con l’anello ferroviario, per proseguire fino a Nemorense. La scelta di procedere per fasi consentirebbe di concentrare inizialmente risorse e attività di progettazione su un segmento della linea, rinviando alle successive verifiche la definizione e la realizzazione degli altri tratti. Restano da affrontare i passaggi tecnici, amministrativi e finanziari necessari per arrivare all’apertura dei cantieri. Importantissimo anche il riferimento ad una fermata che dovrebbe lambire Monteverde, quartiere citato testualmente dall’assessore in un post su Facebook.
La quarta linea della metropolitana romana prende forma nei primi anni Duemila, durante l’amministrazione di Walter Veltroni, ma il suo percorso è segnato fin dall’inizio da rinvii e difficoltà finanziarie. Nel 2006 parte la procedura di project financing e, l’anno successivo, il raggruppamento formato da Condotte e Pizzarotti viene individuato come promotore dell’iniziativa.
Il progetto approvato nel 2008 prevede una linea di circa 20,5 chilometri e 22 stazioni, per un investimento stimato in poco più di 3 miliardi di euro. L’opera, tuttavia, non arriva alla fase realizzativa. Negli anni successivi l’iter si blocca, mentre l’aumento dei costi e il mutamento delle condizioni economiche e tecniche rendono necessario rivedere l’impianto originario.
Come ricostruito a suo tempo da Radiocolonna, il progetto torna al centro dell’agenda capitolina nel 2024, quando il Comune affida a Roma Metropolitane il compito di aggiornare il tracciato e verificarne la sostenibilità. L’obiettivo è individuare una soluzione compatibile con le risorse disponibili e con le esigenze di mobilità della città, valutando la possibilità di procedere per fasi funzionali.
All’inizio del 2025 prende corpo l’ipotesi di dare priorità al tratto compreso tra Nomentana e Nemorense, con un lavoro di approfondimento sulle alternative progettuali e sui costi dell’intervento. La strategia punta a individuare una prima tratta realizzabile, rinviando alle fasi successive il completamento dell’intera linea.
Resta centrale – in ogni dibattito pubblico – l’annosa questione delle risorse economiche. Il costo complessivo della Metro D viene stimato nell’ordine dei 9-10 miliardi di euro e il Campidoglio guarda anche ai finanziamenti europei per sostenere un’opera che richiede un impegno economico rilevante.
In questo quadro si inserisce la richiesta di 174 milioni di euro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la progettazione definitiva della prima fase funzionale. Un passaggio necessario per definire meglio il tracciato, aggiornare i costi e preparare le successive fasi amministrative.