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Beata Ignoranza, il regista e il cast presentano il film

Con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Valeria Bilello, Carolina Crescentini e Teresa Romagnoli. Regia di Massimiliano Bruno

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di Chiara Laganà | 2017-02-20 20/02/2017 ore 18:05

Beata ignoranza, Alessandro Gassmann e Marco Giallini protagonisti del film diretto da Massimiliano Bruno

Beata Ignoranza, il film diretto da Massimiliano Bruno, racconta del rapporto con la tecnologia e con i social network. Attraverso due insegnanti in un liceo romano agli antipodi: Filippo, prof di matematica, iper connesso ed Ernesto, prof di italiano, con ancora in possesso un cellulare Nokia del 1995. A interpretare i due insegnanti Alessandro Gassmann e Marco Giallini, i due personaggi si odiano da anni e hanno un’unica cosa che li lega: Nina, la figlia avuta anni prima dall’amata Marianna.

Beata Ignoranza è stato presentato a Roma dal regista Massimiliano Bruno e dal cast Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Valeria Bilello, Teresa Romagnoli e Carolina Crescentini. Il verso shakespeariano Essere o non essere è sostituito da Essere connessi o non esserlo: “Abbiamo deciso di trattare questo problema con la leggerezza di una commedia e chiederci chi siamo veramente, siamo quelli offline o quelli online? Abbiamo più soddisfazione a vincere le nostre battaglie perché azzecchiamo la frase giusta su Facebook o perché mettiamo la foto giusta dopo essercene fatte una quarantina col broncetto o un’espressione buffa. Mio padre, l’altro giorno, a 82 anni mi ha detto: Massimiliano, mi hanno messo 50 likes. Era felice perché tutti avevano messo mi piace, l’ha scambiato per un investimento emotivo”.

“In realtà il film si chiede anche questo: oppure siamo quelli che siamo scollegati? Ci perdiamo negli occhi di una donna, leggiamo dei libri, facciamo tutto con i nostri difetti e per farlo ci siamo chiesti qual era veramente la comunicazione giusta, quella che hanno con le donne, Carolina Crescentini, la donna che hanno amato insieme, Valeria Bilello che è la professoressa di cui Marco è innamorato e la loro figlia o figliastra che ha la battuta che riassume il film, Teresa Romagnoli, si chiede che ci faccio con tutta la comunicazione virtuale se non riesco a comunicare con mio padre. A partire da questo pensiero, ci abbiamo scherzato e per farlo abbiamo usato questa coppia di istrionici attori: Alessandro Gassmann e Marco Giallini, la coppia del cinema italiano”.

I due attori hanno un rapporto diverso con i social network, per Marco Giallini è pessimo: “Non per snobismo, ma perché non sono capace di rapportarmi con una che mi dice: buongiorno mondo, buon pomeriggio, buona sera… è finita la giornata. Poi mi scrive: dove abiti? Hai fatto sempre l’attore? I social dovrebbero servire a ricordare la memoria del Paese, ho una ragazza che me li segue, non so che scrive, ma scriverà qualcosa”.

Alessandro Gassmann, invece, è attivo su Twitter ed è stato anche protagonista di una battaglia civile: “Io sono un po’ più come Ernesto nel film, al contrario di Marco, ritengo che è importante per chi non ama molto i social, come me, imparare a usarli. Anche perché servono a dare una mano, sono delle macchine meravigliose, orribili: possono permettere di eleggere presidenti, come Trump, però hanno anche la capacità e la forza di portare l’informazione dove non c’è mai stata e di riunire persone sotto l’impegno civile. Su Twitter quello che faccio è informarmi e fare delle piccole battaglie civili riguardanti la mia città e leggo il giornale. Credo sia arrivato il momento di inserire a scuola, elementare, un corso per imparare a comportarsi in rete”.

Beata ignoranza, Carolina Crescentini

Carolina Crescentini è Marianna, amata da entrambi i protagonisti

Carolina Crescentini ha “un ottimo rapporto” con i social network: “Ho un profilo ufficiale e uno privato su Facebook. Facebook lo uso, l’ho aperto per amici che non vivono in italiano, ma scrivo solo su quello privato. Non mi piace essere in pasto a chiunque,  il diritto di parola a chi non ha niente da dire non lo do, non mi va di essere trattata come la cugina di un perfetto sconosciuto. Quindi, sì li uso, ma ho lo stesso atteggiamento che avrei in casa: se mi insulti in strada, ti attacco al muro. Se reagisco su un tweet, in cui mi si insulta, ‘si è esposta’… Sicuro parlerò del film!”.

Beata Ignoranza, Valeria Bilello

Valeria Bilello è Margherita, prof connessa e oggetto del desiderio di Ernesto

Anche Valeria Bilello usa i social con parsimonia: “Ne abbiamo parlato con Carolina, non siamo una buona controparte pro-social network, siamo tutte e tre abbastanza moderate. Sì anche perché si diceva con Carolina c’è una forma di bullismo online con le donne quindi poi da lì mi allaccio al mio personaggio di Margherita. Nell’attualità poi ci sono stati altri esempi, come il cyberbullismo attraverso i social non è finita per nulla bene. Nel nostro caso ci sono blogger, finti e improvvisati giornalisti che si permettono di dire qualsiasi cosa perché nascosti dietro un computer. I social sono interessanti per condividere qualcosa con amici che si vedono anche realtà”.

Beata ignoranza, Alessandro Gassmann e Teresa Romagnoli

Teresa Romagnoli è la più giovane a parlare: “Ho 25 anni, sono nata con i social network, a 17 anni è esploso Facebook e ci siamo iscritti tutti. Ma io non rendo pubblico tutto della mia vita, anzi mi fa un po’ paura mostrare troppo della mia vita. Uso i social network, ma mostro quello che voglio io, nulla di personale, però mi piacciono. Preferisco Instagram, una foto, un video, non c’è bisogno di scrivere, anche perché non è detto che a tutti interessi quello che ho da scrivere”.

Marco Giallini e Alessandro Gassmann sono al secondo film insieme dopo Se Dio Vuole: “Ci terrei moltissimo, almeno per un po’ di tempo, a non incontrarlo più”, scherza Gassmann. “Abitiamo lontani, si frequentano però i nostri figli 18enni”, racconta l’attore. “Purtroppo. E si somigliano pure, quindi vuol dire che Gassman girava parecchio in quegli anni”, scherza Giallini, “Andava de moda”.

“I nostri figli 18enni non ci somigliano molto fisicamente”, incalza Gassmann, “Forse perché girava un altro, son tutti due tracagnotti, mori”, aggiunge Giallini. “Non volevo dirlo, ma eravamo molto amici da giovani”, scherza Bruno. “Assomigliano un po’ alle madri, va detto”, aggiunge Giallini.

Beata ignoranza, Alessandro Gassmann è il supertecnologico Filippo

Gassmann riporta la serietà: “Abbiamo fatto tre film insieme, sono arrivate tre sceneggiature che ci sono molto piaciute. Se dovessero arrivarne altre, sarei contento di lavorare di nuovo con lui”.

“Si dice sempre, anche stavolta, è stata un’esperienza che non ricordo, ma è bello sapere cosa avrai da un attore fuori dal girato. Quando ci distacchiamo, mi manca, ma mi passa dopo mezz’ora. Ci ritroviamo nel prossimo film, che stiamo già scrivendo”, aggiunge Giallini chiamando in causa il regista e sceneggiatore Massimiliano Bruno.

“Stiamo scrivendo il prossimo, mi piacerebbe lavorare ancora con loro. Hanno un rapporto scenico importante, sono due attori estremamente diversi, ma che si sposano alla perfezione. Vuoi per la stima reciproca, o per ragioni di incastro: uno è più regolare, l’altro è più tendente all’improvvisazione. Questo provoca molto materiale per i contenuti extra del DVD, sappiate che ho almeno quattro ore di Giallini e Gassmann che ridono in quella scena e siamo stati costretti a fare 20 ciak, con la troupe che ha fatto un’ora di straordinari. Ci sono alcune battute in particolare per le quali Gassman non riesce ad andare avanti, non riusciva a guardare negli occhi Giallini”, ha aggiunto Bruno.

“La colpa è la sua”, scherza Giallini. “È un professore d’italiano che si chiama Fusillo, a Roma, capirai… è finita! Il professore d’italiano che gli fai vedere qualsiasi cosa e si chiede: ma cos’è sta roba? Lui arriva con questo cannone da dietro e ridevamo… lui in mutande, un belvedere”.

In quella scena c’era anche Giuseppe Ragone, a lui il compito di salvare “la scena” di cui parlano i due attori: “A me faceva ridere un ragionamento, lui viene a vivere a casa mia. Mi faceva ridere l’idea di uno che chiede dei soldi a qualcun altro per farlo vivere in uno sgabuzzino, presentandoglielo come una cosa bella. A me faceva ridere, io l’avevo preparata come se gli presentassi una stanza bella”, racconta Gassmann.

“25 ciak per questa roba”, aggiunge Bruno. “Per il momento dello sgabuzzino chiediamo scusa alla troupe e alla produzione”, scherza Gassmann. “La scena è venuta bene perché c’era Ragone”, conclude Bruno.

Beata ignoranza, Giallini coinquilino

Beata ignoranza, il coinquilino Giallini

Marco Giallini e Alessandro Gassman sono reduci da due successi televisivi, Giallini in Rocco Schiavone e Gassmann in I bastardi di Pizzofalcone: “Sì, beh sono state due serie di successo. Ho visto quella di Alessandro, tre puntate, mezz’ora a puntata. Poi mi chiedeva a che ora sei andato a letto? Io alle 9:30 perché domani… ‘E ma mi hai detto hai visto la puntata’. Era tutto molto bello, vicoli di Napoli, eccetera, molto fedele”, ha detto Giallini.

“Credo che sia importante che la TV, la Rai, sempre più spesso alla letteratura italiana contemporanea in questo caso ai gialli perché partiamo da una materia buona e non si può che alzare il livello di ciò che si produce. Siamo tutti e due contenti, ho amato moltissimo anche Schiavone, lui sia eccezionale in quel ruolo lì. Ha fatto dei numeri pazzeschi su Rai 2 e su Rai 1 con I bastardi, ci fa piacere avere provocato due interpellanze parlamentari: lui perché si faceva di spinelli e perché c’erano due donne che si baciavano, questo la dice lunga sulla lungimiranza e la modernità di questo Paese”, ha aggiunto Gassmann.

L’attore, al momento, è impegnato in teatro (fino a domani 7 minuti al Teatro di Roma), in quale ruolo dirigerebbe Giallini? “Per punirlo della fatica che mi fa fare, durante la promozione di questo film, vorrei proporgli un classico lungo”. “Una riduzione di Madame Bovary”, scherza Bruno. “Mmm… Riccardo III, lungo e faticosissimo”, aggiunge Gassmann. “Du palle… l’abbiamo visto in tutte le salse, non ultima quella di Ralph Fiennes”, Giallini declina così l’offerta.

Beata ignoranza, la sfida

Vivere con o senza connessione, questa la sfida fra Filippo ed Ernesto

“In Italia non esiste il teatro di commedia, c’è drammatico e il comico e grottesco. Portare la commedia in teatro mi piacerebbe e chissà magari con lui”, Gassmann aggiunge. “Io il teatro l’ho fatto, lo so che non sembra, ho fatto il teatro classico qui a Roma. Poi ho capito che si praticava di meno del cinema, una motivazione dettata da questo sacro fuoco . È stato bellissimo, purtroppo in questo paese, il teatro sta morendo, rispetto a prima, e spero che non muoia. Di conseguenza, se io e Alessandro possiamo portare un contributo: il prossimo anno ci vedrete al teatro. Fra qualche anno, quando saremo sulla sedia a rotelle… lo stiamo progettando”, conclude Giallini.

Alessandro Gassmann e Marco Giallini potrebbero essere una nuova coppia cinematografica: “Credo che siamo intercambiabili, perché abbiamo fatto tutti e due ruoli in parecchi film. Io il bastardo l’ho fatto spesso, lui lo è più di me”. “Fino adesso è funzionato che io sono il disturbatore e lui quello che resiste, si arrabbia, però mi piacerebbe fare il contrario, sarebbe bellissimo. Abbiamo carriere lunghe e molto diverse fra di loro che hanno incluso ruoli drammatici, non è che siamo dei comici, non lo siamo, almeno parlo per me. Non ho forse il fisico per farlo, la commedia è difficile da fare, quando ti arriva una sceneggiatura come quella di Beata Ignoranza di Massimiliano, è interessante, sono commedie misurate che ti permettono di farti avvicinare alla realtà. La commedia assomiglia di più alla vita reale molto di più di film drammaticissimi. È più difficile misurare la commedia che fare un film totalmente drammatico”, aggiunge Gassman.L’attore romano è da anni impegnato a favore del Teatro Valle: “Dopo cinque anni di totale abbandono da parte delle istituzioni, da qualche giorno sembrano iniziati di lavori di restauro. Hanno messe delle impalcature, dei cartelli, ancora non sono entrate delle persone, ma il sovrintendente dice che sono iniziati. Ho delle vedette del Valle, ci sono due, tre quattro ristoranti intorno al teatro, sono amici miei, dunque ogni volta che succede qualcosa, vengo informato. Posso dire che quanto mi sono adoperato con tutte le amministrazioni affinché iniziassero i lavori, ora devo dire che questa è la prima amministrazione che se ne occupa”.

Beata Ignoranza esce in sala il 23 febbraio in più di 300 copie, distribuzione 01 Distribution, prodotto da Rai Cinema, Lucisano Media Group e Italian International Film.

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Giornalista, Truffaut mi ha fatto innamorare del cinema. Scrivo anche di TV, arte, serie TV, disabilità e musica

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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